Dopo lo sciame sismico registrato tra venerdì notte e sabato, la terra continua a tremare nel Tirreno meridionale. Ieri, 22 marzo, altri due terremoti di lieve entità sono stati rilevati dagli strumenti dell’INGV a circa 80 km da Palermo e 77 km da Bagheria, poco prima delle 15 e alle 16:30.
Dettagli delle scosse: magnitudo e profondità
I due eventi hanno registrato una magnitudo di 2,3 e 2,6 della scala Richter, con ipocentro situato rispettivamente a 8 e 10 km di profondità. Sebbene di intensità moderata, le scosse sono state chiaramente avvertite lungo la costa e nelle aree interne vicine al capoluogo siciliano.
Lo sciame sismico precedente: oltre trenta scosse tra Tirreno e Messina
Le scosse odierne seguono uno sciame sismico intenso che nella notte tra venerdì e sabato aveva colpito il Tirreno meridionale, con epicentro di fronte a Messina. Tra gli eventi principali, un terremoto di magnitudo 4,6 a 29 km di profondità e un secondo di magnitudo 4,3 a 11 km, seguiti da numerose altre scosse tra 3,7 e 4,1 di magnitudo, registrate soprattutto nell’entroterra messinese vicino a Castel di Lucio e Pettineo.
Cause e caratteristiche della sequenza
Lo sciame è stato causato dallo scontro di faglie marine e terrestri, che ha interessato sia i fondali del Tirreno sia le aree interne della provincia di Messina. Le scosse più recenti, pur essendo di lieve entità, confermano l’alta attività sismica della zona e l’importanza del monitoraggio continuo da parte dell’INGV per la sicurezza delle popolazioni locali.




