Un episodio di discriminazione verbale sta scuotendo Montecatini Terme e infiammando i social, dopo che il titolare di una pizzeria, ha pubblicato un video in cui insulta un gruppo di turisti taiwanesi, colpevoli – a suo dire – di aver ordinato troppo poco cibo. Il filmato, caricato sui profili social del locale, è diventato virale nel giro di poche ore, scatenando una valanga di critiche sia in Italia che all’estero.
Il video dell’insulto: “Cinesi di me***, andate a fanc***”
Tutto è iniziato quando sedici turisti di Taiwan sono entrati nella pizzeria e hanno ordinato cinque pizze e tre birre, accomodandosi serenamente a tavola. Il ristoratore ha deciso di filmarli e, invece di esprimere educatamente un eventuale disappunto, ha dato sfogo a una raffica di insulti razzisti, tra cui: «Cinesi di mer*!» e «Andatevene a fanc*!».
Nel video – ora rimosso – si sente il titolare chiedere al gruppo: «Da dove venite? Dalla Cina?», a cui uno dei turisti risponde «Taiwan». La replica è un nuovo insulto. Alcuni dei presenti, ignari del significato delle parole, hanno persino sorriso, inconsapevoli della gravità delle offese ricevute. Ma il video ha rapidamente varcato i confini italiani ed è approdato sui social taiwanesi, dove è stato tradotto e ampiamente condiviso, diventando un caso internazionale.
La reazione del web e l’ondata di critiche
La pubblicazione del video ha sollevato una bufera mediatica: utenti italiani e stranieri hanno condannato l’episodio, accusando il ristoratore di razzismo e maleducazione. In molti hanno segnalato l’accaduto, invitando a boicottare il locale, mentre la polemica si è estesa fino a media e opinion leader asiatici, amplificando la portata dell’incidente.
Le scuse: “Era uno scherzo”
Travolto dalle critiche, il titolare ha pubblicato un secondo video, nel quale ha cercato di ridimensionare l’accaduto:
«Chiedo scusa a tutto il popolo cinese e a quello di Taiwan. Vi voglio bene, noi italiani siamo gente molto scherzosa. Forza Cina! Forza Taiwan!».
Parole che non hanno convinto tutti: in molti hanno sottolineato come la giustificazione di uno “scherzo” non sia sufficiente a cancellare un gesto offensivo e potenzialmente lesivo per l’immagine del Paese.




