Dramma nella tarda mattinata del 1° gennaio 2026 a Cima Capi, tra la Val di Ledro e il lago di Garda, dove un base jumper sloveno di 37 anni ha perso la vita durante un volo in tuta alare. L’uomo si era appena lanciato dalla cima quando, per cause in corso di accertamento, ha impattato violentemente contro una parete rocciosa strapiombante a circa 600 metri di quota, rimanendo sospeso alla vela agganciata a due arbusti.
Vela avvistata dai testimoni
L’allarme è stato lanciato intorno alle 12 da diversi testimoni, che hanno notato la vela bloccata sulla parete. La Centrale Unica di Emergenza ha attivato immediatamente l’elicottero di soccorso, mentre le squadre del Soccorso Alpino della Val di Ledro e di Riva del Garda si preparavano a intervenire.
Intervento in parete ad alta quota
L’equipaggio dell’elicottero ha individuato la vela e ha proceduto con un’operazione estremamente delicata. Il tecnico del Soccorso Alpino è stato verricellato a circa 60 metri sopra il punto di impatto, mantenendo una distanza di sicurezza per evitare che lo spostamento d’aria provocasse ulteriori pericoli.
Dopo aver allestito un ancoraggio, il soccorritore si è calato lungo la parete fino a raggiungere l’uomo, ma purtroppo per il jumper sloveno non c’era più nulla da fare. Il medico, giunto sul posto, ha potuto solo constatarne il decesso.
Recupero della salma e indagini in corso
Ottenuto il nullaosta delle autorità, la salma è stata messa in sicurezza insieme alla vela e recuperata dall’elicottero, che ha trasportato in parete anche altri due operatori per supportare le fasi finali dell’intervento. Le cause dell’incidente sono ora oggetto di indagine da parte delle autorità competenti.




