Tragedia nel pomeriggio di sabato 11 aprile, quando uno scialpinista di 65 anni, Marco C., ha perso la vita dopo essere precipitato nel vuoto durante un’escursione a circa 3000 metri di altitudine.
L’uomo si trovava in quota su Pizzo Tambò, al confine tra la Valle Spluga e la Svizzera, impegnato in un’uscita in solitaria.
Il ritrovamento del corpo
Il corpo dello scialpinista è stato individuato da un elicottero della polizia svizzera, impegnato in un volo di ricognizione nella zona.
Dopo la segnalazione, sono stati attivati i soccorsi italiani, con l’intervento del soccorso alpino e del personale del 118.
Inutili i soccorsi
Sul posto è arrivato anche l’elisoccorso di Sondrio, ma per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare: i sanitari hanno potuto soltanto constatare il decesso.
Secondo le prime informazioni, il 65enne si trovava da solo al momento dell’incidente.
Indagini sulla dinamica
Le cause della caduta non sono ancora chiare. L’assenza di testimoni rende più difficile ricostruire con precisione quanto accaduto.
Sono in corso accertamenti per capire cosa abbia provocato la perdita di equilibrio e la successiva caduta nel vuoto.
Escursione in solitaria
L’uomo era partito da solo per l’escursione e nessuno aveva segnalato il mancato rientro. L’allarme è scattato solo dopo il ritrovamento del corpo.
Una tragedia che riporta l’attenzione sui rischi delle escursioni in alta montagna, soprattutto quando affrontate senza compagnia.




