Era il 7 ottobre 2021 quando Florin, autotrasportatore di origine romena, ha visto la sua vita cambiare per sempre. Mentre percorreva l’autostrada A4, tra Vicenza ovest e Vicenza est, il suo camion ha iniziato a emettere fumo dalla parte posteriore. Dopo essersi accostato, l’uomo è sceso per verificare la situazione e tentare di sbloccare il sistema frenante.
Nel tentativo di impedire che il mezzo si muovesse da solo, Florin ha cercato di risalire in cabina, ma il camion era già in movimento. È scivolato e il rimorchio gli ha schiacciato entrambe le gambe. Ricoverato d’urgenza all’ospedale San Bortolo, i medici hanno dovuto procedere con l’amputazione di entrambi gli arti inferiori all’altezza delle ginocchia.
L’inchiesta penale: nessun colpevole
Sull’incidente è stata aperta un’indagine da parte della Procura di Vicenza, che ha acquisito i rilievi effettuati dalla polizia stradale. La persona indagata era il legale rappresentante della società con sede in provincia di Milano per cui Florin lavorava, formalmente assunto tramite una cooperativa romena.
Dopo la chiusura delle indagini preliminari, la Procura ha chiesto l’archiviazione del fascicolo, sostenendo che l’incidente sia stato causato da una “condotta imprudente e imperita del conducente stesso”. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto l’istanza, rigettando l’opposizione presentata dagli avvocati, difensori del camionista.
La battaglia in sede civile
Nonostante l’archiviazione, la vicenda si è spostata sul piano civile: il caso è ora in mano al tribunale del lavoro di Monza. Il giudice ha già accertato l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra Florin e la società, disponendo una consulenza tecnica per quantificare i danni subiti dal lavoratore.
Un Consulente tecnico d’ufficio (CTU) stabilirà l’entità del risarcimento economico che potrebbe spettare all’uomo. Nel frattempo, però, Florin è costretto a sopravvivere chiedendo l’elemosina: non percepisce alcun indennizzo dall’Inail, non ha una residenza in Italia e vive su una sedia a rotelle, senza le protesi che gli permetterebbero di tornare in piedi.
Le parole di Florin: “Datemi la possibilità di tornare una persona”
«Sono ancora vivo – dichiarava Florin in un’intervista di qualche anno fa – chiedo solo di poter camminare di nuovo, con due protesi, e di avere finalmente una residenza. Per anni la mia casa è stata la cabina del camion».
A oggi, la situazione è rimasta praticamente immutata, mentre il suo legale sottolinea: «L’archiviazione non ha fatto piena luce sui fatti, ma ora il tribunale civile ha rimesso al centro la verità dei fatti. A Vicenza si verificano troppe archiviazioni per gravi infortuni sul lavoro. Serve un cambio di rotta».




