Un’anziana turista australiana, Suzanne Rees, è morta dopo essere stata abbandonata sull’isola deserta di Lizard Island, nel cuore della Grande Barriera Corallina, durante una crociera di lusso. La donna, 80enne e residente a Sydney, era al secondo giorno di un viaggio di 60 giorni a bordo della Coral Adventurer, nave da crociera operata dalla compagnia Coral Expeditions, parte del gruppo NRMA.
Il drammatico episodio ha scatenato forti critiche da parte della famiglia, interrogativi pubblici sui protocolli di sicurezza a bordo e un’inchiesta ufficiale da parte delle autorità australiane.
Escursione sotto il sole tropicale, poi il vuoto
Il 25 ottobre, la nave ha fatto tappa a Lizard Island, isola remota a circa 250 chilometri da Cairns, rinomata per i suoi paesaggi incontaminati e percorsi escursionistici. Suzanne Rees ha scelto di partecipare a un trekking verso Cook’s Look, un sentiero impegnativo lungo 4 chilometri che conduce a un punto panoramico a 359 metri d’altitudine.
A causa del caldo opprimente e dell’umidità, la donna ha deciso di rinunciare all’escursione e tornare indietro da sola, senza essere accompagnata da personale della compagnia o da altri escursionisti.
Nessun controllo all’imbarco: la nave riparte senza di lei
Secondo le prime ricostruzioni, l’equipaggio non ha effettuato alcun conteggio formale dei passeggeri al rientro. La nave ha salpato intorno alle 15:40, lasciando Rees sull’isola. Solo ore dopo, durante la cena, è stata notata l’assenza della donna, facendo scattare l’allarme. La Coral Adventurer è tornata indietro e ha notificato le autorità marittime alle 21:00.
Le operazioni di ricerca via mare, terra ed elicottero sono iniziate subito ma sono state interrotte nella notte per ragioni di sicurezza. Il mattino successivo, un elicottero ha avvistato il corpo senza vita della donna in una zona rocciosa a 50 metri dal sentiero, ai piedi di una scogliera. Si ipotizza che sia caduta nel tentativo di scendere dal pendio.
Indagini in corso e polemiche sulla sicurezza
Le autorità del Queensland hanno classificato il decesso come “non sospetto”, escludendo responsabilità penali immediate. Tuttavia, il caso è stato trasmesso alla Corte del Coroner per approfondimenti. Anche l’Australian Maritime Safety Authority (AMSA) e un ente per la sicurezza sul lavoro stanno indagando sui protocolli di sbarco e gestione dei passeggeri.
L’equipaggio verrà ascoltato al ritorno della nave a Darwin, previsto per il 3 novembre.
L’appello della figlia: “Mia madre è morta da sola, vogliamo risposte”
Katherine Rees, figlia della vittima, ha espresso dolore e indignazione in una dichiarazione pubblica:
“Siamo sconvolti che la Coral Adventurer abbia lasciato Lizard Island senza accorgersi che mia madre non era a bordo. È un fallimento inaccettabile di responsabilità e buon senso. È morta sola in condizioni estreme. Vogliamo sapere cosa avrebbe potuto salvarla.”
La famiglia riceve assistenza psicologica dalla compagnia, ma chiede che le inchieste portino chiarezza e giustizia.
La risposta della compagnia Coral Expeditions
In una nota ufficiale, il CEO di Coral Expeditions, Mark Fifield, ha espresso “profondo cordoglio” per la tragedia, assicurando piena collaborazione con le autorità:
“Offriamo il nostro supporto alla famiglia Rees in questo momento terribile. Le indagini chiariranno le circostanze e valuteremo ogni miglioramento possibile nei nostri protocolli.”
La compagnia ha deciso di non divulgare ulteriori dettagli per non interferire con le indagini in corso. Il viaggio, nel frattempo, prosegue con i passeggeri superstiti, in un clima di lutto e tensione.
Ritorna l’incubo della sicurezza nei tour della barriera corallina
Questo tragico episodio riporta alla memoria la vicenda del 1998, quando la coppia americana Tom ed Eileen Lonergan venne dimenticata in mare durante un’immersione e non fu mai più ritrovata. Quella tragedia portò a riforme nei protocolli di sicurezza, ma il caso Rees solleva dubbi sulla loro efficacia, soprattutto per le escursioni in aree isolate con passeggeri anziani o vulnerabili.
Il settore turistico della Grande Barriera Corallina, che vale miliardi e attira milioni di visitatori ogni anno, è ora sotto scrutinio. La speranza della famiglia Rees – e di molti osservatori – è che questa morte non venga archiviata come un semplice incidente, ma porti a cambiamenti concreti nella tutela dei passeggeri.




