Un viaggio in treno trasformato in un incubo. È arrivata la condanna a due anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti di un uomo di 33 anni accusato di aver molestato una giovane durante un tragitto ferroviario tra Grosseto e Livorno.
L’episodio sul treno regionale
I fatti risalgono al 21 maggio 2023. La giovane, 21 anni, stava viaggiando su un treno regionale diretto a Livorno quando, nel tratto compreso tra Cecina e Rosignano Solvay, si è ritrovata sola nel vagone con l’uomo.
Secondo quanto ricostruito in aula, il 33enne si sarebbe seduto nello stesso scompartimento iniziando a rivolgerle attenzioni insistenti, tentando di avviare una conversazione non gradita. La ragazza avrebbe manifestato chiaramente il proprio disagio, ma l’uomo avrebbe continuato a rivolgerle complimenti e a chiederle il numero di telefono.
Quando la giovane ha cercato di allontanarsi, lui si sarebbe frapposto impedendole il passaggio. A quel punto, fingendo di guardare dal finestrino, la ragazza ha chiamato un amico al telefono. Durante la conversazione, l’uomo si sarebbe avvicinato mettendole una mano sotto la gonna, toccandole la gamba.
«Non mi toccare», avrebbe reagito la giovane, frase sentita anche dall’amico al telefono che le ha suggerito di cercare aiuto immediatamente.
La fuga e l’intervento del capotreno
La 21enne è riuscita a sottrarsi all’uomo e a raggiungere il capotreno, raccontando quanto accaduto. Il convoglio si trovava nei pressi della stazione di Rosignano Solvay, dove è stato richiesto l’intervento della polizia.
All’arrivo degli agenti, l’uomo avrebbe opposto resistenza, tanto da rendere necessario l’utilizzo del taser per immobilizzarlo. Nell’episodio sono rimasti feriti due poliziotti, con prognosi di sette giorni. Per quei fatti il 33enne aveva già patteggiato una pena di nove mesi per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, pena poi revocata a seguito della nuova condanna.
La sentenza per violenza sessuale
Il tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per violenza sessuale, disponendo la condanna a due anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici. La giovane si è costituita parte civile nel processo e l’uomo dovrà risarcire i danni.




