Un minorenne sarebbe stato vittima di ripetute molestie e violenze sessuali a bordo della metropolitana di Roma, lungo la linea C. I carabinieri hanno arrestato un uomo italiano di 60 anni, ora posto agli arresti domiciliari, con l’accusa di violenza sessuale aggravata.
Indagini partite dalla denuncia del giovane
L’arresto è avvenuto il 6 marzo in flagranza di reato, direttamente su uno dei convogli della metro. L’inchiesta, coordinata dai pm della Procura di Roma, è scattata dopo la denuncia del sedicenne, che ha raccontato di essere stato preso di mira per settimane durante il tragitto quotidiano verso la scuola.
Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe agito in modo seriale, attendendo la vittima sulle banchine della metropolitana e cercando di salire sullo stesso vagone, approfittando dell’affollamento dei passeggeri per avvicinarla e costringerla a subire atti sessuali.
Pedinamenti e aggressioni nei vagoni affollati
Dalle ricostruzioni investigative risulta che l’indagato tentasse sistematicamente di posizionarsi vicino al ragazzo, arrivando in alcune circostanze a scendere da un treno e risalire su un altro convoglio pur di raggiungerlo.
Gli episodi contestati sarebbero stati particolarmente invasivi, con il minore spesso impossibilitato a muoversi o a fuggire. In un’occasione il giovane si trovava in metropolitana insieme al padre, che è riuscito a scattare una fotografia del presunto aggressore.
L’arresto alla fermata Pigneto
Il giorno del fermo, secondo la testimonianza della vittima, il 60enne avrebbe iniziato a fissarlo con insistenza, per poi molestarlo nuovamente nei pressi della fermata Pigneto, fingendo di sistemare la propria borsa.
L’azione è avvenuta sotto gli occhi di carabinieri in borghese, che sono intervenuti immediatamente procedendo all’arresto in flagranza.
Il gip: rischio concreto di reiterazione
Nel provvedimento cautelare il giudice per le indagini preliminari sottolinea la gravità e la spregiudicatezza delle condotte, avvenute in luoghi pubblici e alla presenza di numerose persone.
Secondo il gip sussiste inoltre un pericolo concreto e attuale di reiterazione del reato, evidenziando come gli episodi contestati integrino pienamente gli elementi del delitto di violenza sessuale, aggravato dal fatto che la persona offesa è minorenne e non in grado di opporre resistenza.




