Il Masters torna completamente in discussione dopo il terzo giro. Rory McIlroy, che si era presentato con un margine importante sugli inseguitori, ha chiuso il round in 73 colpi, perdendo terreno e facendosi raggiungere in testa da Cameron Young. Una frenata pesante per il campione nordirlandese, chiamato ora a difendere le sue chance nell’ultima giornata dopo aver visto svanire gran parte del vantaggio accumulato.
A pesare sulla prova di McIlroy sono stati soprattutto gli errori dai tee di partenza. Colpi lunghi ma troppo imprecisi, finiti più volte lontano dalle traiettorie ideali e costati recuperi complicati. Se nei giorni precedenti era riuscito a limitare i danni, questa volta la gestione non è bastata per restare da solo al comando.
L’Amen Corner si conferma decisivo
Ancora una volta il passaggio nell’Amen Corner ha inciso in modo determinante sull’equilibrio del torneo. Tra l’11 e la 13, il tratto più delicato e temuto di Augusta, McIlroy ha perso colpi preziosi: doppio bogey alla 11 e bogey alla 12, un passaggio a vuoto che ha cambiato volto alla classifica.
In quel momento Cameron Young aveva addirittura completato il sorpasso. McIlroy ha provato a reagire con due birdie, ma un nuovo bogey causato da un drive finito nel bosco ha fissato la situazione finale in una parità inattesa alla vigilia del giro conclusivo.
Cameron Young firma la rimonta e sogna il colpo grosso
Il grande protagonista di giornata è stato proprio Cameron Young. Il 28enne americano ha piazzato un eccellente 65 (-7), risalendo fino alla vetta dopo essere partito con un ritardo di otto colpi da McIlroy. Il suo score parla chiaro: otto birdie e un solo bogey, prestazione che lo candida con forza alla vittoria più importante della carriera.
Young si presenta così all’ultimo round con entusiasmo e solidità. Il successo recente al The Players e i buoni piazzamenti già ottenuti nei tornei più prestigiosi confermano la crescita di un giocatore ormai pronto a competere ai massimi livelli anche nei Major.
Scheffler torna in corsa per il titolo
Alle spalle dei due leader si riaffaccia con decisione anche Scottie Scheffler. Il numero uno del mondo ha cambiato passo con un ottimo 65, frutto di sette birdie senza bogey, tornando pienamente in corsa per la giacca verde. Dopo due giornate senza particolari acuti, la sua prova pulita e concreta lo rilancia tra i candidati principali al successo finale.
Scheffler resta a quattro colpi dalla vetta, un margine non semplice da recuperare, ma sufficiente per alimentare le sue ambizioni in una domenica che si annuncia apertissima.
Gli altri in lotta nell’ultimo giro
Non ci sono soltanto McIlroy, Young e Scheffler nella corsa al Masters. Resta vicino anche Sam Burns, autore di un giro in 68 colpi, mentre Shane Lowry si è tenuto in scia con un altro 68 impreziosito da una buca in uno alla 6.
Più indietro ma ancora in zona pericolosa ci sono anche Justin Rose e Jason Day, due nomi di esperienza che potrebbero approfittare di eventuali nuovi ribaltoni nell’ultimo round.
Finale apertissimo ad Augusta
Il terzo giro ha trasformato il Masters 2026 in una sfida totalmente riaperta. McIlroy non ha più il controllo assoluto del torneo, Young si è preso la scena con una rimonta spettacolare e Scheffler ha lanciato un segnale fortissimo. Tutto lascia pensare a un epilogo ad alta tensione, nel pieno della tradizione di Augusta, dove spesso basta una buca per cambiare la storia.





