Nella giornata di giovedì 28 maggio 2026, un terremoto di magnitudo 5.5 ha colpito l’area oceanica situata tra le Isole Salomone e Vanuatu, nel Pacifico sud-occidentale.
Secondo i dati diffusi dall’INGV, il sisma si è verificato alle 11:39 ora italiana (le 20:39 ora locale) con epicentro in mare aperto e una profondità di appena 9 chilometri, caratteristica che lo rende un terremoto superficiale.
Al momento non sono stati segnalati danni a persone o infrastrutture, anche grazie alla distanza dell’epicentro dai principali centri abitati della regione.
La Cintura di Fuoco e l’intensa attività sismica dell’area
L’area interessata dal terremoto rientra nella Cintura di Fuoco del Pacifico, una vasta fascia geologicamente attiva che circonda l’Oceano Pacifico e concentra gran parte dei terremoti e dei vulcani del pianeta.
In questo settore, la placca australiana si muove sotto la placca pacifica, un processo noto come subduzione. L’accumulo di tensioni lungo i margini delle placche genera frequenti eventi sismici, spesso accompagnati da un’intensa attività vulcanica.
Una regione abituata ai grandi terremoti
Le Isole Salomone e Vanuatu figurano tra le aree con la più elevata sismicità al mondo. Nel corso degli anni sono stati registrati numerosi terremoti di forte intensità, inclusi eventi superiori a magnitudo 7.
Tra gli episodi più significativi si ricorda il terremoto delle Isole Salomone del 2 aprile 2007, di magnitudo 8.1, che provocò uno tsunami distruttivo e causò vittime e ingenti danni lungo le coste.
La scossa registrata il 28 maggio 2026 conferma ancora una volta l’elevata attività geologica di questa porzione del Pacifico, costantemente monitorata dai principali centri sismologici internazionali.




