Dopo 1.827 giorni di cammino, oltre 29.000 chilometri percorsi a piedi, più di 30 Paesi attraversati e migliaia di storie raccolte lungo il percorso, Nicolò Guarrera, alias Pieroad, ha finalmente fatto ritorno in Italia. Il confine è stato varcato nei pressi di Trieste, dopo aver lasciato la Slovenia: ad attenderlo c’erano amici, sostenitori e curiosi, molti dei quali lo avevano seguito in questi anni attraverso i social.
Il suo arrivo è stato salutato da applausi, striscioni e abbracci, a testimonianza dell’affetto e dell’ammirazione che il giovane viaggiatore è riuscito a suscitare, tappa dopo tappa, con una storia fuori dal comune.
Un’impresa cominciata nell’agosto 2020: dalla pandemia al ritorno in patria
La sua avventura è iniziata in una delle estati più difficili della storia recente, quella del 2020, quando il mondo era ancora alle prese con le restrizioni della pandemia. In quel momento di incertezza, Nicolò ha deciso di partire da Malo (Vicenza), con un obiettivo tanto semplice quanto folle: vedere il mondo camminando, passo dopo passo.
Con sé aveva solo uno zaino essenziale e “Ezio”, il carrellino artigianale che ha spinto lungo tutti i continenti. All’interno: un sacco a pelo, una tenda, un fornello, qualche cambio di vestiti, strumenti per documentare il viaggio e tanti sogni. Ezio è diventato parte integrante del progetto e un compagno silenzioso, ma insostituibile.
Un giro del mondo tra continenti, deserti e frontiere
Durante il suo viaggio, Guarrera ha attraversato:
- Europa orientale e Balcani,
- le steppe dell’Asia centrale,
- l’Himalaya e il Sud-Est asiatico,
- ha camminato tra le giungle tropicali e le pampas sudamericane,
- ha sfidato le temperature estreme di deserti e altipiani,
- ha percorso a piedi lunghi tratti in Cile, Perù, Bolivia,
- è arrivato fino in Nuova Zelanda e Giappone.
Ha dormito all’aperto, è stato ospitato da famiglie, ha imparato frasi in decine di lingue diverse, ha camminato con temperature dai -20°C ai +45°C, affrontando neve, sabbia e pioggia torrenziale. In alcuni casi ha dovuto attendere mesi per ottenere visti o attraversare confini chiusi, adattandosi a ritmi e imprevisti continui.
Una community globale e un progetto di condivisione
L’intero percorso è stato documentato attraverso i suoi canali social, in particolare su Instagram, TikTok e YouTube, dove ha raccolto oltre 430.000 follower in tutto il mondo. I suoi video, spesso brevi ma intensi, raccontano incontri casuali, momenti di difficoltà, atti di gentilezza e riflessioni personali.
Il progetto Pieroad è diventato una sorta di diario globale, un racconto a puntate di un’avventura umana più che geografica, che ha ispirato migliaia di persone. Ha parlato in scuole, risposto a domande di bambini curiosi, ricevuto messaggi da persone che hanno iniziato a camminare proprio grazie a lui.
Il ritorno a Malo: ultima tappa di un viaggio infinito
Il rientro ufficiale a Malo, il suo paese natale, è previsto per la metà di settembre 2025. Ad attenderlo ci sarà probabilmente un’intera comunità pronta a festeggiare il suo cittadino più “globale”. Ma se da un lato l’avventura fisica sta per concludersi, dall’altro il racconto è appena iniziato: Nicolò ha già annunciato la volontà di scrivere un libro e forse realizzare un documentario sul suo giro del mondo.
Un simbolo di libertà, umanità e resistenza
Nicolò Guarrera non è solo un viaggiatore: è diventato, nel tempo, un simbolo di libertà, resilienza e scoperta autentica, lontano dai riflettori del turismo commerciale. Il suo cammino interiore è andato di pari passo con quello geografico, trasformandolo in un narratore di confini e ponti culturali, in grado di ispirare una nuova generazione di esploratori lenti, consapevoli e umani.




