Una sigaretta accesa nel bagno di un aereo potrebbe costare caro a un 42enne residente nel Riminese. L’uomo è accusato di aver violato le norme di sicurezza a bordo di un aeromobile durante un volo di rientro dalle Canarie e ora rischia fino a tre mesi di reclusione.
I fatti risalgono alla fine di ottobre 2025, ma la vicenda è ora approdata all’attenzione della Procura di Bologna.
Sigaretta in volo e allarme antincendio
Il 42enne si trovava su un volo partito da Fuerteventura e diretto a Bologna. Durante il viaggio si sarebbe chiuso nel bagno dell’aereo, accendendo una sigaretta nonostante il divieto assoluto di fumo a bordo.
Il fumo ha attivato il rilevatore antincendio, facendo scattare l’allarme di sicurezza. L’equipaggio è intervenuto immediatamente, identificando il passeggero. All’atterraggio all’aeroporto Marconi di Bologna, l’uomo è stato affidato alla Polizia di Frontiera aerea.
La denuncia e il rischio carcere
Per il 42enne è scattata la denuncia. L’ipotesi di reato richiama l’articolo 1095 del codice della navigazione, che punisce l’inosservanza delle disposizioni relative alla sicurezza della nave o dell’aeromobile.
Non si tratta dunque di una semplice multa: la norma prevede fino a tre mesi di carcere o un’ammenda. Una contestazione che potrebbe tradursi in un procedimento penale vero e proprio.
Il nodo della giurisdizione
La vicenda presenta anche un aspetto giuridico delicato: la competenza territoriale per un reato commesso in volo. In questi casi si applicano criteri specifici per stabilire quale autorità giudiziaria sia competente, tema che potrebbe essere oggetto di valutazione nel corso del procedimento.
Il pm chiede il decreto penale di condanna
Il pubblico ministero ha già richiesto l’emissione di un decreto penale di condanna, provvedimento che consente di definire il caso senza dibattimento, salvo opposizione della difesa.
La decisione spetta ora al giudice per le indagini preliminari. Qualora il decreto venisse emesso, l’avvocato difensore, potrà presentare opposizione e chiedere l’apertura di un processo.
Per il 42enne, quella che sembrava una semplice trasgressione – fumare una sigaretta in aereo – potrebbe trasformarsi in una vicenda giudiziaria con conseguenze ben più pesanti.




