Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.0 ha interessato il Giappone nella tarda serata di domenica 23 agosto 2026. Il sisma è stato localizzato nel Pacifico settentrionale, al largo della costa di Hokkaido, circa 67 chilometri a sud-est di Shizunai-furukawacho.
La scossa è avvenuta alle 22:44 ora locale, corrispondenti alle 13:44 UTC, con un ipocentro stimato a circa 43 chilometri di profondità. I dati riportati indicano coordinate dell’epicentro pari a 41,8344° N e 142,8255° E.
Scossa avvertita in diverse città di Hokkaido
Il terremoto in Hokkaido è stato percepito in un’area molto ampia. Le stime preliminari riportate nel materiale indicano che oltre 5,3 milioni di persone potrebbero essere state esposte allo scuotimento, prevalentemente con intensità debole o leggera.
Tra le località più vicine all’epicentro figura Shizunai-furukawacho, a circa 67 chilometri, dove lo scuotimento massimo stimato ha raggiunto un livello moderato. Scosse più leggere sono state previste anche in diverse altre zone di Hokkaido, tra cui Tomakomai, Chitose, Sapporo, Obihiro e Asahikawa.
A Sapporo, situata a circa 183 chilometri dall’epicentro, sono arrivate diverse segnalazioni da parte della popolazione. Alcuni residenti hanno descritto oscillazioni laterali, mobili e televisori in movimento e vibrazioni percepite all’interno delle abitazioni.
Segnalazioni anche a grande distanza
Le testimonianze raccolte dopo il sisma mostrano come il movimento sia stato percepito anche a centinaia di chilometri dall’epicentro.
La maggior parte delle segnalazioni è arrivata da Sapporo, mentre altre sono state registrate a Chitose, Otofuke, Hakodate e in diverse località dell’isola.
Magnitudo tra 5.6 e 6.1 secondo le diverse reti
Le prime rilevazioni delle agenzie sismologiche mostrano alcune differenze, normali nelle fasi iniziali dell’analisi di un terremoto.
Secondo i dati riportati, l’USGS ha calcolato una magnitudo 6.0 e una profondità di 43 chilometri. Anche l’EMSC ha indicato magnitudo 6.0, con profondità di 39 chilometri. L’INGV ha invece stimato una magnitudo di 6.1, mentre GFZ e RaspberryShake hanno indicato 5.9.
I parametri dei terremoti possono essere aggiornati dopo l’evento, man mano che vengono analizzati i dati provenienti da un numero maggiore di stazioni sismiche.
Rischio di danni considerato basso
Nonostante la magnitudo significativa, le valutazioni riportate indicano un basso rischio di conseguenze gravi. L’impatto del terremoto è classificato al livello verde, quello più basso nella scala di allerta considerata.
In particolare, la maggior parte della popolazione interessata sarebbe stata esposta a uno scuotimento debole o leggero. Le stime citate attribuiscono una probabilità del 90,4% che non si verifichino vittime dirette dovute allo scuotimento e indicano come poco probabili perdite economiche elevate.
Hokkaido è una zona ad alta attività sismica
L’area interessata dalla scossa presenta un livello molto elevato di attività sismica. Sulla base delle statistiche riportate, entro 100 chilometri dall’epicentro si registrano mediamente circa 1.200 terremoti all’anno, considerando anche gli eventi di piccola magnitudo.
Nella stessa zona, un terremoto di magnitudo pari o superiore a 6 si verifica statisticamente circa una volta ogni 1,7 anni. Dal 1900 sarebbero inoltre stati registrati almeno due eventi superiori a magnitudo 8.
Il terremoto del 23 agosto viene inoltre indicato nel materiale come probabile aftershock del forte sisma di magnitudo 7.6 avvenuto l’8 dicembre 2025 nell’area settentrionale del Giappone. Questa classificazione è presentata come probabilistica e non come un collegamento definitivamente accertato.
La situazione dopo il terremoto
Al momento dell’aggiornamento riportato nella fonte, non vengono indicati danni significativi legati alla scossa. Le valutazioni disponibili descrivono quindi un terremoto forte, percepito su un territorio molto esteso, ma con un impatto previsto limitato sulle aree abitate.
Come avviene dopo eventi di questa intensità, magnitudo, profondità e altri parametri possono essere ulteriormente rivisti con l’elaborazione dei dati raccolti dalle diverse reti sismologiche.




