Un forte terremoto di magnitudo 5.8 ha interessato il Giappone nelle prime ore di domenica 23 agosto 2026. La scossa è avvenuta alle 02:00 ora locale, corrispondenti alle 17:00 UTC del 22 agosto, ed è stata chiaramente percepita in numerose città.
Secondo i dati riportati dall’USGS, l’epicentro è stato localizzato nella prefettura di Ibaraki, circa 4 chilometri a nord di Toride, alle coordinate 35.9375°N e 140.0778°E. L’ipocentro è stato individuato a una profondità di 61 chilometri.
Scossa avvertita anche a Tokyo
Il terremoto è stato percepito in un’area densamente popolata. Tokyo, situata a circa 44 chilometri dall’epicentro, avrebbe sperimentato uno scuotimento leggero di intensità IV sulla scala Mercalli modificata.
Le testimonianze raccolte descrivono oscillazioni degli edifici, vibrazioni e movimenti prevalentemente orizzontali. Alcune persone hanno raccontato di essere state svegliate nel cuore della notte dalla scossa e dagli allarmi sui telefoni.
Tra le altre città interessate figurano Yokohama, Kawasaki, Yokosuka, Urayasu e diverse località delle prefetture di Chiba e Kanagawa.
Centinaia di segnalazioni dopo il terremoto
La scossa ha generato rapidamente un elevato numero di testimonianze. Nei dati disponibili risultano 405 segnalazioni, delle quali 400 provenienti da persone che hanno dichiarato di aver avvertito il terremoto.
Il maggior numero di rapporti è arrivato proprio da Tokyo, con 149 segnalazioni, seguita da Minato City e Yokohama.
Le intensità riportate dagli utenti variano sensibilmente in base alla posizione. La maggior parte delle testimonianze indica uno scuotimento compreso tra debole e moderato, anche se alcuni utenti hanno classificato localmente il movimento come forte.
Quasi 50 milioni di persone potenzialmente esposte
Uno degli elementi più rilevanti riguarda l’estensione dello scuotimento. Secondo le stime preliminari dell’USGS, il terremoto potrebbe essere stato percepito da circa 49,9 milioni di persone.
Circa 36 milioni di abitanti si trovavano in aree interessate da un’intensità IV, classificata come leggera, mentre circa 6,3 milioni di persone sarebbero state esposte a un’intensità V, corrispondente a uno scuotimento moderato.
Lo scuotimento massimo previsto non avrebbe superato in maniera significativa il grado V della scala Mercalli modificata nelle aree popolate.
Rischio di danni classificato al livello verde
Nonostante la magnitudo e l’elevato numero di persone potenzialmente coinvolte, le valutazioni preliminari indicano un rischio contenuto di conseguenze gravi.
L’USGS ha attribuito all’evento un livello di allerta verde sia per le possibili vittime sia per le perdite economiche. In base ai modelli riportati, la probabilità che non si verifichino morti direttamente provocate dallo scuotimento è stimata al 90,4%.
Anche il rischio economico viene considerato basso: la stima assegna una probabilità del 90,4% a perdite complessive comprese tra zero e un milione di dollari.
Diverse agenzie confermano la magnitudo
Il terremoto è stato rilevato da numerose reti sismiche internazionali. USGS ed EMSC hanno indicato una magnitudo di 5.8 e una profondità di 61 chilometri.
Altre agenzie hanno fornito valori leggermente differenti. INGV e GFZ hanno stimato una magnitudo di 5.7, con una profondità vicina ai 78 chilometri. Le differenze rientrano nelle normali revisioni dei parametri che seguono un evento sismico.
Nessuna scossa di assestamento registrata
Al momento dell’aggiornamento riportato nella fonte, non erano state registrate scosse di assestamento. Eventi di questa magnitudo possono tuttavia essere seguiti da terremoti più piccoli nella stessa area.
La regione interessata presenta un altissimo livello di attività sismica. I dati storici riportati indicano una media di circa 60 terremoti di magnitudo 4 o superiore ogni anno entro 100 chilometri dall’epicentro e circa 6,8 eventi annui di magnitudo 5 o superiore.
Dal 1900, nella stessa zona sono stati registrati almeno due terremoti di magnitudo superiore a 7, confermando l’elevata sismicità dell’area.




