Un terremoto di magnitudo 5.5 è stato registrato a sud delle Isole Fiji, nell’Oceano Pacifico meridionale. Il sisma si è verificato alle 12:12 UTC del 25 agosto 2026, corrispondenti alle 00:12 del 26 agosto nell’area dell’epicentro.
Secondo i dati riportati, l’evento sismico è stato localizzato alle coordinate 23.3497°S e 179.8207°E, a circa 528 chilometri di profondità. Si tratta quindi di un terremoto molto profondo, caratteristica che ha contribuito a ridurre sensibilmente gli effetti dello scuotimento in superficie.
L’evento risulta confermato e sottoposto a revisione manuale. La fonte primaria indicata per i parametri del terremoto è lo United States Geological Survey (USGS), con dati elaborati attraverso 71 stazioni sismiche.
Rischio di danni considerato basso
Nonostante la magnitudo significativa, l’impatto previsto del terremoto è classificato a livello verde, il valore più basso della scala di allerta riportata.
A limitare le conseguenze sono soprattutto la notevole profondità dell’ipocentro e la distanza dalle aree densamente popolate. Lo scuotimento previsto nelle località abitate non avrebbe infatti raggiunto livelli pericolosi.
Le stime indicate attribuiscono una probabilità del 98,9% che non si verifichino vittime dirette provocate dallo scuotimento. Anche il rischio economico viene considerato contenuto, con una probabilità del 98,9% che le perdite complessive rimangano comprese tra zero e un milione di dollari.
Scuotimento molto debole nelle località più vicine
Le aree abitate più vicine all’epicentro si trovano a centinaia di chilometri di distanza. Tra queste figura Nukunuku, nelle Tonga, situata a circa 560 chilometri a nord-est dal punto in cui è stato localizzato il terremoto.
Per Nukunuku viene stimata un’intensità II sulla scala Mercalli Modificata (MMI), corrispondente a uno scuotimento molto debole. Una situazione analoga è indicata per Nuku’alofa, capitale delle Tonga, distante circa 568 chilometri dall’epicentro.
A distanze maggiori, come nell’area di Neiafu, lo scuotimento previsto scende al livello I della scala MMI, cioè non avvertito. Nel materiale disponibile compare inoltre una segnalazione proveniente da Anse-Vata, Nouméa, a circa 1.374 chilometri dall’epicentro, nella quale il terremoto risulta non percepito.
Le rilevazioni delle diverse agenzie
Diverse reti sismiche internazionali hanno individuato l’evento, fornendo valori leggermente differenti per magnitudo e profondità.
L’USGS ha determinato una magnitudo di 5.5 e una profondità di 528 chilometri. Il GFZ ha indicato la stessa magnitudo, con una profondità di 526 chilometri, mentre l’EMSC ha riportato magnitudo 5.5 e una profondità di circa 530 chilometri.
Altre rilevazioni hanno restituito valori compresi approssimativamente tra magnitudo 4.9 e 5.5, con profondità superiori ai 500 chilometri. Le differenze dipendono dai sistemi e dai dati utilizzati dalle singole agenzie per determinare i parametri dell’evento.
Nessuna scossa di assestamento registrata
Al momento dell’aggiornamento riportato nella fonte, non risultavano scosse di assestamento successive al terremoto principale.
In base alla magnitudo dell’evento, viene stimata una superficie di rottura della faglia di circa 32 chilometri quadrati, con una possibile lunghezza della zona di rottura nell’ordine dei 10 chilometri. Si tratta comunque di una valutazione preliminare basata sulle caratteristiche del sisma.
Un’area caratterizzata da elevata attività sismica
La regione a sud delle Fiji è caratterizzata da un’attività sismica molto elevata. Secondo le statistiche riportate, nell’area entro 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente circa 33 terremoti all’anno considerando i dati degli ultimi 26 anni e l’archivio storico disponibile.
In media vengono registrati circa 2,3 terremoti di magnitudo 5 o superiore ogni anno, mentre per gli eventi di magnitudo almeno 6 la frequenza stimata è di circa uno ogni 3,8 anni.
Dal 1970, nella stessa zona sarebbero stati registrati almeno 15 terremoti superiori a magnitudo 6, un dato che conferma l’elevata sismicità della regione del Pacifico meridionale.




