Un 19enne residente a Napoli è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di furto aggravato in concorso dopo aver truffato un’anziana di 83 anni rubandole diversi gioielli in oro. Il giovane è stato bloccato su un treno regionale diretto a Bologna, mentre tentava di lasciare la città dopo il colpo.
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Modena, impegnati in un’attività di osservazione e appostamento per contrastare il fenomeno delle truffe agli anziani.
Il pedinamento fino alla stazione ferroviaria
Gli investigatori hanno notato il ragazzo uscire con atteggiamento sospetto da un condominio nella zona del Villaggio Zeta. Poco dopo il giovane è salito a bordo di un taxi, ma gli agenti hanno deciso di pedinarlo discretamente.
Il tragitto si è concluso alla stazione ferroviaria, dove il 19enne è salito su un treno regionale diretto a Bologna. I poliziotti lo hanno fermato pochi istanti prima della partenza del convoglio, trovandolo in possesso di diversi monili d’oro.
Tra gli oggetti recuperati c’era anche una spilla con inciso il nome della vittima, elemento che ha confermato i sospetti degli investigatori.
Il raggiro del finto agente di polizia
Nel frattempo un’altra pattuglia della Squadra Mobile ha raggiunto il condominio da cui il giovane era stato visto uscire. Qui gli agenti hanno individuato l’anziana vittima, che si era appena resa conto della truffa.
La donna era stata tempestata di telefonate da un uomo che si era finto un agente di polizia. Il truffatore l’aveva convinta a radunare tutti i gioielli presenti in casa, sostenendo che fossero necessari per controlli legati a un furto avvenuto in un’oreficeria.
Poco dopo il 19enne si era presentato alla porta fingendosi un collega del poliziotto, riuscendo così a farsi consegnare l’intero bottino.
Arresti domiciliari per il 19enne
Dopo l’arresto, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modena ha convalidato il fermo, disponendo per il giovane gli arresti domiciliari.
Le indagini della polizia proseguono per identificare il complice che ha effettuato le telefonate, ritenuto parte fondamentale della truffa.




