Una devastante esplosione in una miniera di carbone nella contea di Qinyuan, nel nord della Cina, ha provocato almeno 82 morti e numerosi dispersi, trasformando una normale giornata di lavoro in una delle più gravi tragedie minerarie degli ultimi anni.
La deflagrazione si è verificata nel sottosuolo durante le ore serali, mentre centinaia di operai erano impegnati nelle attività estrattive. Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente sarebbe stato causato da un’esplosione di gas all’interno dei tunnel minerari.
Decine di feriti e operazioni di soccorso senza sosta
Al momento dell’esplosione nel sito minerario si trovavano oltre duecento lavoratori. Molti sono riusciti a mettersi in salvo, mentre numerose persone sono rimaste intrappolate nel sottosuolo.
Le autorità hanno confermato anche decine di feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi. Le operazioni di soccorso proseguono senza interruzioni con squadre specializzate impegnate tra macerie, fumo e alte concentrazioni di gas.
Avviata un’indagine sulle cause dell’incidente
Dopo la tragedia è stata immediatamente aperta un’indagine per accertare eventuali responsabilità e verificare il rispetto delle norme di sicurezza all’interno dell’impianto.
Secondo quanto emerso nelle prime ore successive all’incidente, almeno un responsabile della società che gestisce la miniera sarebbe stato fermato dalle autorità.
Le miniere restano tra gli ambienti di lavoro più pericolosi
Gli incidenti nelle miniere di carbone continuano a rappresentare uno dei rischi industriali più gravi al mondo. Nonostante l’introduzione di sistemi di sicurezza più avanzati, esplosioni, crolli e fughe di gas continuano a provocare vittime soprattutto nei grandi distretti minerari.
Le operazioni di ricerca dei dispersi proseguono mentre cresce la preoccupazione per il possibile aggravarsi del bilancio.




