Paige Spiranac, ex golfista professionista e oggi influencer da milioni di follower, ha recentemente rivelato un lato più vulnerabile del suo rapporto con il golf. Nonostante un’apparente riconciliazione con lo sport che l’ha resa celebre, la 32enne americana ha ammesso di attraversare una fase di crisi mentale sul campo, arrivando a dichiarare: “Odio il golf.”
Una battaglia interiore più che tecnica
La confessione è arrivata dopo un round complicato, durante il quale Spiranac ha iniziato con cinque shank nelle prime tre buche, salvo poi reagire brillantemente chiudendo le restanti 15 a due colpi sotto il par. Ma è stato proprio questo contrasto tra difficoltà iniziali e ripresa finale a sollevare dubbi: il problema sembra mentale, non meccanico.
Un successivo allenamento impeccabile sul campo pratica ha rafforzato il sospetto di essere alle prese con i temuti “yips da golf”, un disturbo psicologico che colpisce l’esecuzione dei colpi più semplici e rovina la performance anche dei giocatori esperti.
L’ombra dei yips sull’Internet Invitational
Con la partecipazione imminente all’Internet Invitational e all’evento della Grass League, Spiranac si trova a fronteggiare non solo la pressione agonistica, ma anche le aspettative di un pubblico che la segue da vicino sui social. In queste competizioni, infatti, la linea tra spettacolo e sport si assottiglia, e ogni colpo diventa parte di una narrazione pubblica.
Il rischio di un crollo mentale durante i tornei è reale, soprattutto se i sintomi degli yips non vengono affrontati con strategie mirate, coaching adeguato e supporto psicologico. Ma Spiranac non è sola.
Il sostegno dei fan non si è fatto attendere
Sui social, i fan di Paige Spiranac hanno risposto con una valanga di messaggi di supporto, tra consigli tecnici, battute leggere e parole di incoraggiamento. Dal suggerire di cambiare presa a piccoli rituali anti-stress, la community golfistica ha dimostrato una straordinaria solidarietà, confermando quanto la figura di Spiranac sia amata non solo per la sua immagine, ma anche per la sua autenticità.




