Una richiesta di silenzio rivolta a un gruppo rumoroso, poi una notte di violenza finita con un pestaggio, una doppia rapina e l’umiliazione di essere lasciato senza scarpe e senza giubbotto. È quanto accaduto a Milano a un ragazzo georgiano di 17 anni, vittima di una brutale aggressione avvenuta lo scorso 16 novembre su un bus Atm della linea notturna sostitutiva della M3.
Dopo mesi di indagini, coordinate dalla Procura di Milano e condotte dagli agenti del Commissariato Mecenate, per tre giovani italiani sono scattati i domiciliari. Si tratta di un 20enne e di due 19enni, ritenuti tra i presunti responsabili della rapina e del pestaggio.
L’aggressione sul bus dopo la richiesta di fare silenzio
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto è iniziato intorno alle 3 del mattino. Il 17enne si trovava a bordo del mezzo pubblico diretto verso la periferia sud della città quando ha chiesto a una comitiva di circa venti ragazzi di abbassare i toni e di smettere di disturbare gli altri passeggeri.
La reazione del gruppo sarebbe stata immediata e violentissima. Il minorenne sarebbe stato colpito con calci e pugni direttamente sul bus, sotto gli occhi degli altri presenti. Una scena di forte violenza esplosa all’improvviso e degenerata in pochi istanti.
La fuga dal mezzo e l’inseguimento in monopattino
A consentire al giovane di scappare sarebbe stato il conducente del bus, avvertito da un passeggero durante una sosta in piazza Mistral. L’autista ha aperto le porte del mezzo, permettendo al ragazzo di scendere e allontanarsi dall’aggressione.
Una volta a terra, però, il 17enne si è accorto che nel caos gli era stato portato via il cellulare. A quel punto ha deciso di rincorrere nuovamente il mezzo: si sarebbe fatto prestare un monopattino da un conoscente di passaggio e avrebbe inseguito l’autobus, riuscendo perfino a fermarlo per chiedere all’autista di contattare la polizia.
Il secondo pestaggio e la rapina dei vestiti
L’inseguimento ha però riacceso la furia di parte del branco. Alcuni dei giovani sarebbero scesi dal bus e avrebbero nuovamente circondato il ragazzo. Dopo averlo minacciato, lo avrebbero scaraventato a terra e colpito ancora con violenza, lasciandolo ferito sull’asfalto.
Per il 17enne la prognosi è stata di cinque giorni, ma oltre alle ferite fisiche è arrivata anche un’ulteriore umiliazione. Prima di fuggire, gli aggressori lo avrebbero infatti derubato anche dei vestiti, portandogli via giubbotto, felpa, sneakers e il telefono già sottratto in precedenza.
Le indagini della polizia e i domiciliari per tre giovani
L’intervento rapido di una volante ha consentito agli agenti di individuare fin da subito tre sospettati, trovati con la felpa della vittima ancora in mano. In quel momento, però, non c’erano i presupposti per un arresto immediato in flagranza.
Le indagini sono quindi proseguite attraverso l’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza e l’incrocio delle testimonianze raccolte, a partire da quelle dell’autista e dello stesso ragazzo aggredito. Questo lavoro investigativo ha permesso di ricostruire in modo dettagliato i ruoli dei presenti e di arrivare all’emissione delle misure cautelari.
Per i tre giovani sono così scattati gli arresti domiciliari. Uno dei due 19enni ha ricevuto la notifica del provvedimento direttamente nel carcere di San Vittore, dove si trovava già detenuto per altri reati.
Un episodio che riaccende il tema della sicurezza sui mezzi pubblici
La vicenda riporta al centro il tema della sicurezza sui mezzi pubblici a Milano, soprattutto nelle ore notturne e sulle linee più esposte a episodi di violenza e degrado. Il fatto che tutto sia nato da una semplice richiesta di rispetto verso gli altri passeggeri rende l’accaduto ancora più grave.
Il pestaggio del 17enne mostra infatti una violenza gratuita e sproporzionata, culminata non solo nella rapina ma anche in un gesto di forte sopraffazione, con la vittima lasciata a terra dopo essere stata privata persino degli indumenti.




