Un bambino di 11 anni è stato lasciato a terra sotto la neve e costretto a percorrere a piedi sei chilometri per rientrare a casa, dopo che l’autista del bus gli ha negato l’accesso al mezzo per l’assenza del cosiddetto biglietto olimpico da 10 euro, una nuova tariffa giornaliera. Il ragazzo, regolarmente munito di un altro tipo di biglietto valido fino a pochi giorni fa, ha tentato inutilmente di salire a bordo, offrendo il tagliando in suo possesso. L’autista ha però rifiutato di farlo entrare.
L’episodio, avvenuto il 27 gennaio nel Bellunese, ha generato un’ondata di indignazione. Il minore è rientrato a casa quasi in stato di ipotermia, secondo quanto riportato dalla famiglia, che ha immediatamente sporto denuncia.
Avviato procedimento disciplinare, autista sospeso
A seguito della denuncia, l’azienda di trasporti che gestisce la corsa ha comunicato di aver sospeso cautelativamente il conducente coinvolto e di aver avviato un procedimento interno di verifica. In una nota ufficiale, la società ha definito l’accaduto “di particolare gravità”, esprimendo “profondo rammarico” per quanto successo, ma anche “sollievo per l’assenza di gravi conseguenze fisiche”.
“Comportamenti corretti e responsabili sono un valore imprescindibile”
L’azienda ha ribadito il proprio impegno a collaborare pienamente con le autorità competenti, assicurando che saranno adottate tutte le misure necessarie per evitare che fatti simili si ripetano. La nota ufficiale sottolinea che la sicurezza dell’utenza è considerata un “principio inderogabile” e che episodi di questo tipo non devono “minare la fiducia costruita nel tempo con l’utenza e il territorio”.




