Con l’ordinanza n. 7374 del 27 marzo 2026, la Corte di Cassazione introduce un principio destinato a incidere su numerosi contenziosi: le multe per eccesso di velocità possono essere considerate valide anche in assenza di omologazione ministeriale dell’autovelox, a condizione che il dispositivo sia stato sottoposto a controlli tecnici e tarature periodiche.
Secondo i giudici, il fattore determinante non è tanto il certificato formale, quanto la corretta manutenzione e funzionalità dello strumento, elementi che garantiscono l’affidabilità delle rilevazioni.
Il caso concreto e l’iter giudiziario
La vicenda nasce dal ricorso di un’automobilista multata a Pescara nel 2021.
- In primo grado, il Giudice di pace aveva annullato la sanzione per mancanza di omologazione.
- Successivamente, il Tribunale di Pescara ha ribaltato la decisione, ritenendo sufficiente la semplice approvazione prefettizia del dispositivo.
- Infine, la Cassazione ha confermato questa seconda sentenza.
Nel pronunciarsi, la Corte ha chiarito che, in caso di contestazione, spetta all’Amministrazione dimostrare:
- l’eventuale omologazione iniziale
- la taratura periodica dell’apparecchio
Nel caso specifico, la presenza di verifiche tecniche regolari è stata ritenuta sufficiente per confermare la validità della multa.
Taratura e controlli: il vero nodo della decisione
Il punto centrale dell’ordinanza è l’importanza attribuita alla taratura periodica, che deve essere effettuata entro i 12 mesi previsti dalla normativa.
Il giudice, infatti, è tenuto a verificare che:
- l’autovelox sia stato sottoposto a controlli di funzionalità
- le misurazioni siano affidabili e precise
Questo orientamento rafforza il principio secondo cui le rilevazioni non possono essere effettuate in modo approssimativo, ma devono garantire trasparenza e correttezza nei confronti dei cittadini.
Omologazione sì o no? Una questione ancora aperta
Nonostante il nuovo orientamento, la Cassazione non elimina esplicitamente l’obbligo di omologazione.
Al contrario:
- richiama la necessità di questo requisito
- ma non lo considera determinante ai fini dell’annullamento automatico delle multe
Si crea così una situazione interpretativa complessa, anche alla luce di precedenti decisioni:
- con l’ordinanza n. 10505 del 2024, la stessa Cassazione aveva dichiarato nulle le multe senza omologazione
- nel novembre 2025, il Ministero dei Trasporti aveva invece ritenuto sufficiente l’approvazione degli apparecchi
Il contrasto tra orientamenti potrebbe portare a un futuro intervento delle Sezioni Unite, chiamate a chiarire definitivamente la questione.
Cosa cambia per gli automobilisti
Alla luce di questa decisione, per chi intende fare ricorso contro una multa diventa più difficile basarsi solo sulla mancanza di omologazione.
Diventano invece centrali altri aspetti, come:
- la presenza della taratura annuale certificata
- la corretta manutenzione del dispositivo
- la documentazione tecnica dell’apparecchio
In assenza di irregolarità su questi elementi, le possibilità di annullamento della sanzione si riducono sensibilmente.
Un orientamento destinato a far discutere
La decisione della Cassazione introduce un criterio più pragmatico, fondato sull’affidabilità tecnica degli strumenti piuttosto che su requisiti formali. Tuttavia, il quadro normativo resta incerto e suscettibile di ulteriori sviluppi.
Nel caso esaminato, il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata anche al pagamento di 550 euro di spese, a conferma dell’importanza attribuita alle verifiche tecniche rispetto alla sola omologazione.




