Una donna di 76 anni è morta durante il trasporto in auto verso l’ospedale, dopo che l’ambulanza non era stata inviata. La tragedia è avvenuta nel territorio di Vieste, sul Gargano, e ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di quattro persone per concorso in omicidio colposo, tra cui tre operatori sanitari e la figlia della vittima.
Secondo quanto emerso, la donna sarebbe deceduta meno di mezz’ora dopo la partenza, mentre la figlia stava cercando di raggiungere l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, distante oltre un’ora e mezza di viaggio.
Il trasporto disperato verso l’ospedale
La vicenda risale al 31 agosto scorso, ma solo recentemente si è conclusa la prima fase delle indagini. Di fronte all’assenza di un mezzo di soccorso, la figlia avrebbe deciso di trasportare personalmente la madre in ospedale, una scelta dettata dal panico e dall’urgenza della situazione.
Il decesso è avvenuto all’altezza di Baia delle Zagare, lungo il tragitto verso la struttura sanitaria di riferimento per l’area.
Le indagini e il ruolo del personale sanitario
Gli investigatori stanno cercando di chiarire perché l’ambulanza non sia stata inviata. Secondo alcune ricostruzioni, quella notte mancavano mezzi o personale medico disponibile. Una versione che però viene in parte ridimensionata dal sindaco di Vieste, secondo cui un’ambulanza sarebbe stata presente ma senza medico a bordo e il caso non sarebbe stato valutato come ricovero urgente.
L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto per consentire gli accertamenti, in attesa di eventuali sviluppi giudiziari.
Il nodo dell’elisoccorso e le difficoltà del territorio
Il primo cittadino ha sottolineato le criticità legate alla conformazione del territorio del Gargano, dove i tempi di percorrenza verso l’ospedale sono particolarmente lunghi. Per questo, secondo il sindaco, sarebbe stato opportuno attivare l’elisoccorso, che avrebbe consentito di ridurre il tragitto a circa 30 minuti.
La comunità locale è rimasta profondamente scossa dalla vicenda, mentre il Comune ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale processo, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità o negligenze nel sistema di emergenza sanitaria.




