Un grave episodio di violenza sui mezzi pubblici si è verificato nella serata del 24 marzo a Jesolo, in provincia di Venezia. Un autista Atvo di 53 anni è stato aggredito da un giovane che pretendeva di viaggiare senza biglietto.
Il fatto è avvenuto intorno alle ore 19, mentre il bus di linea — proveniente da Punta Sabbioni e diretto al terminal di Jesolo — era fermo per le operazioni di salita e discesa dei passeggeri. Tra questi, un giovane già noto per episodi simili, invitato dall’autista a munirsi di titolo di viaggio tramite l’emettitrice automatica.
Alla richiesta, il passeggero ha reagito con violenza, scagliandosi contro il conducente e colpendolo con quattro pugni al volto, per poi darsi alla fuga.
Le condizioni dell’autista e la denuncia
A seguito dell’aggressione, il conducente è stato trasportato al Pronto Soccorso, dove ha ricevuto le prime cure. Nella giornata successiva è stato sottoposto a ulteriori controlli per un trauma all’occhio e un problema a un dente causato dai colpi ricevuti.
L’uomo, residente a Jesolo e con 29 anni di servizio presso Atvo, ha sporto denuncia ai Carabinieri, avviando così le indagini per identificare l’aggressore.
Il racconto della vittima
Secondo quanto riferito dallo stesso autista, l’aggressione è avvenuta in modo improvviso:
“Mi ha preso alla sprovvista. Dopo gli insulti non immaginavo una reazione del genere. Mi ha immobilizzato e poi mi ha colpito più volte”.
Il conducente ha inoltre sottolineato la mancanza di un intervento immediato da parte dei presenti a bordo, evidenziando come sia stato lui stesso a contattare le forze dell’ordine con l’aiuto dei gestori di un locale nelle vicinanze.
Allarme sicurezza sui mezzi pubblici
L’episodio riaccende i riflettori sul tema della sicurezza del personale dei trasporti pubblici. Secondo quanto dichiarato dai vertici aziendali, si registra un aumento dei casi di utenti che tentano di viaggiare senza pagare il biglietto, spesso accompagnati da comportamenti aggressivi.
Dal presidente di Atvo è arrivato un messaggio di solidarietà al dipendente aggredito, insieme alla preoccupazione per un fenomeno in crescita che mette a rischio la sicurezza degli operatori e dei passeggeri.




