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Forte terremoto nella notte: scossa di magnitudo 5.6, milioni di persone coinvolte

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Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.6 è stata registrata al largo della costa nord-orientale del Giappone, nell’area della prefettura di Iwate. Il sisma si è verificato domenica 9 agosto 2026 alle 2:57 ora locale, corrispondenti alle 17:57 UTC dell’8 agosto.

L’epicentro è stato individuato nell’Oceano Pacifico settentrionale, a circa 46 chilometri a est di Kuji. La profondità è stata calcolata in 34 chilometri.

La scossa è stata avvertita in diverse località, ma sulla base delle stime disponibili il terremoto presenta un basso rischio di provocare vittime o danni significativi.

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Epicentro del terremoto al largo di Iwate

Secondo i dati riportati, il terremoto in Giappone ha raggiunto una magnitudo di 5.6, con coordinate dell’epicentro pari a 40.1723° N e 142.3107° E.

La localizzazione in mare ha fatto sì che le aree maggiormente interessate dallo scuotimento fossero quelle della costa nord-orientale dell’isola di Honshu.

Tra i centri più vicini figurano Fudai, a circa 41 chilometri dall’epicentro, Noda, a 43 chilometri, e Kuji, a circa 46 chilometri. In queste località lo scuotimento stimato ha raggiunto il livello IV della scala Mercalli modificata (MMI), corrispondente a un’intensità leggera.

La scossa sarebbe stata percepita con intensità analoga anche in altre località delle prefetture di Iwate e Aomori.

Scossa avvertita da milioni di persone

Le stime preliminari indicano che il terremoto potrebbe essere stato percepito complessivamente da circa 4,6 milioni di persone in Giappone.

Per la grande maggioranza della popolazione interessata, tuttavia, lo scuotimento sarebbe risultato molto debole o debole, compreso tra i livelli II e III della scala MMI.

Circa 359.500 persone si sarebbero invece trovate in aree interessate da uno scuotimento di intensità IV, classificato come leggero.

Tra le città interessate figura Hachinohe, situata a circa 78 chilometri a nord-ovest dell’epicentro. La scossa potrebbe essere stata percepita anche a Morioka, capoluogo della prefettura di Iwate, distante circa 112 chilometri.

A Sendai, circa 246 chilometri dall’epicentro, lo scuotimento stimato è stato debole. Molto più lontano, a Tokyo, distante circa 549 chilometri, gli effetti sarebbero stati al massimo molto deboli.

Rischio di vittime e danni classificato come basso

Le valutazioni preliminari dell’US Geological Survey (USGS) collocano l’impatto del terremoto al livello verde, quello più basso nella scala di allerta utilizzata per stimare possibili conseguenze in termini di vittime e perdite economiche.

Lo scuotimento nelle aree popolate non avrebbe infatti raggiunto livelli tali da far prevedere conseguenze particolarmente gravi.

Secondo le stime riportate, esiste una probabilità superiore al 90% che non si registrino vittime direttamente provocate dallo scuotimento.

Anche sul fronte economico, le prime valutazioni indicano un impatto potenzialmente limitato, con la maggiore probabilità concentrata nella fascia compresa tra zero e un milione di dollari di perdite.

Si tratta comunque di valutazioni statistiche preliminari, elaborate sulla base delle caratteristiche del sisma e dell’esposizione della popolazione.

Le diverse stime sulla magnitudo

Come accade frequentemente nelle ore successive a un terremoto, le agenzie sismologiche hanno pubblicato valori leggermente differenti per magnitudo, profondità e posizione dell’epicentro.

Il dato riportato dall’USGS indica una magnitudo 5.6 e una profondità di 34 chilometri.

Altre reti hanno fornito stime comprese indicativamente tra magnitudo 5.2 e 5.9. Anche la profondità presenta differenze tra le varie rilevazioni, elemento che può essere successivamente corretto con l’analisi di un maggior numero di dati provenienti dalle stazioni sismiche.

Il terremoto potrebbe essere una scossa di assestamento

Secondo le informazioni disponibili, il terremoto del 9 agosto potrebbe essere collegato come aftershock, o scossa di assestamento, al forte evento sismico di magnitudo 7.6 verificatosi l’8 dicembre 2025 nell’area della prefettura di Aomori.

Tra i due eventi sono trascorse circa 35 settimane. Il possibile collegamento viene indicato come probabile e non come una determinazione definitiva.

Un’area ad altissima attività sismica

La costa orientale del Giappone è caratterizzata da una fortissima attività sismica. Nell’area entro circa 100 chilometri dall’epicentro del terremoto del 9 agosto si registrano mediamente numerosi eventi ogni anno.

I dati storici riportano una media di circa 7,7 terremoti di magnitudo 5 o superiore all’anno nella zona, mentre quelli di magnitudo 6 o superiore si verificano con una frequenza media inferiore a uno all’anno.

Dal 1900, nell’area sono stati registrati almeno 13 terremoti di magnitudo superiore a 7.

Il Giappone si trova infatti in una delle regioni tettonicamente più attive del pianeta, dove l’interazione tra diverse placche rende i terremoti un fenomeno relativamente frequente.

Segnalazioni dello scuotimento

Nelle ore successive alla scossa sono arrivate diverse segnalazioni da parte della popolazione. Alcuni utenti hanno riferito di avere percepito il terremoto anche a notevole distanza dall’epicentro.

Tra i rapporti citati figurano uno scuotimento leggero di intensità IV a Monbetsu-honcho, in Hokkaido, e uno scuotimento debole di intensità III in una segnalazione proveniente da Sapporo.

I dati delle segnalazioni degli utenti devono essere distinti dalle rilevazioni strumentali: rappresentano infatti la percezione soggettiva dello scuotimento e vengono utilizzati anche per ricostruire l’intensità con cui un terremoto è stato avvertito nelle diverse aree.

Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, il terremoto di magnitudo 5.6 al largo di Iwate non risulta associato a un elevato rischio di conseguenze per la popolazione.

Tags: giapponescossa di terremotosisma
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