Un terremoto di magnitudo 5.6 ha colpito la Nuova Zelanda nella serata di domenica 2 agosto, con epicentro a circa 14 chilometri a sud di Hicks Bay, nel distretto di Gisborne. La scossa è stata registrata alle 20:35 ora locale (08:35 UTC) e si è originata a una profondità di 53 chilometri, caratteristica che ha comunque permesso al sisma di essere avvertito in un’ampia area dell’Isola del Nord.
Secondo i dati disponibili, il terremoto è stato confermato dalle principali reti sismologiche internazionali, con lievi differenze nelle stime di magnitudo e profondità tra le varie agenzie.
Scossa percepita da oltre 440 mila persone
Le stime preliminari indicano che oltre 440.000 persone potrebbero aver percepito il terremoto. Nella maggior parte delle aree lo scuotimento è stato classificato tra i livelli II e III della scala Mercalli Modificata, mentre nelle località più vicine all’epicentro ha raggiunto il livello IV, corrispondente a uno scuotimento leggero.
Tra i centri abitati che hanno avvertito maggiormente il sisma figurano Hicks Bay, Ruatoria, Tokomaru, Gisborne, Opotiki e Whakatane. Anche città più distanti come Hamilton, Napier, Tauranga e persino Wellington hanno registrato una lieve percezione della scossa.
Nessuna grave conseguenza prevista
Le valutazioni dell’USGS classificano l’evento con un livello di allerta verde, indicando una probabilità molto bassa di vittime o danni economici rilevanti. L’intensità dello scuotimento nelle aree abitate non avrebbe raggiunto livelli tali da provocare conseguenze significative, limitandosi eventualmente alla caduta di piccoli oggetti o a lievi danni isolati.
Anche le stime economiche restano contenute: la probabilità di perdite superiori a un milione di dollari è considerata estremamente ridotta.
Registrate tre scosse di assestamento
Dopo il terremoto principale sono state rilevate tre scosse di assestamento di magnitudo superiore a 2. La più intensa ha raggiunto magnitudo 3.1, circa 32 minuti dopo il sisma principale, mentre gli altri due eventi hanno registrato magnitudo 2.1 e 1.6 nelle ore successive.
Gli esperti ricordano che sequenze di assestamento sono un fenomeno normale dopo terremoti di questa intensità e possono proseguire nei giorni successivi.
Un’area caratterizzata da intensa attività sismica
La costa orientale dell’Isola del Nord della Nuova Zelanda rientra tra le aree più sismicamente attive del Paese. Le statistiche mostrano che entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente oltre 1.600 terremoti ogni anno, con circa due eventi di magnitudo superiore a 5 registrati annualmente.
La regione ha inoltre una lunga storia di terremoti importanti: dal 1900 sono stati registrati almeno tre eventi di magnitudo superiore a 7, confermando l’elevata attività tettonica dell’area.




