Una scossa di terremoto di magnitudo 2.2 è stata registrata nella serata di martedì 30 giugno 2026 nell’area del Vesuvio. Il sisma è stato rilevato alle 22:40 dai sismografi dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
Secondo le prime rilevazioni, l’epicentro è stato localizzato in prossimità del Gran Cono, con una profondità stimata di circa 200 metri.
Epicentro e comuni vicini
L’evento sismico è stato individuato a pochi chilometri dai comuni di Massa di Somma, San Sebastiano al Vesuvio e Ottaviano, mentre Portici e Torre del Greco si trovano a circa sei chilometri dall’epicentro.
Al momento non risultano danni a edifici né segnalazioni di persone ferite.
Perché si verificano terremoti sul Vesuvio
L’INGV ricorda che la sismicità del Vesuvio è legata alle dinamiche interne del vulcano e non è collegata all’attività dei Campi Flegrei. I due sistemi vulcanici sono infatti indipendenti e presentano caratteristiche geologiche differenti.
Nel caso del Vesuvio, le scosse sono associate al fenomeno della subsidenza, ovvero al graduale abbassamento della struttura vulcanica. Si tratta di un processo opposto al bradisismo che interessa i Campi Flegrei, dove il terreno è invece soggetto a un lento sollevamento.
Il Vesuvio resta in stato di quiescenza
Il Vesuvio è classificato come vulcano attivo in stato di quiescenza e si trova attualmente in allerta verde, il livello più basso previsto dal sistema nazionale di monitoraggio della Protezione Civile.
L’ultima eruzione risale al 1944. Da allora il vulcano è costantemente monitorato dall’Osservatorio Vesuviano, che registra una bassa attività sismica e fenomeni fumarolici. Le scosse che interessano l’area si verificano generalmente tra uno e due chilometri di profondità, anche se in alcuni casi, come quello registrato nella serata del 30 giugno, possono avere un ipocentro molto più superficiale.




