Un grave incidente in montagna si è verificato il 18 aprile 2026 sul Sasso Levante, noto anche come Grohmannspitze, nel cuore del Gruppo del Sassolungo, in Val Gardena. A perdere la vita è stato un alpinista di 20 anni, originario di Bolzano, precipitato per circa venti metri durante una scalata lungo la via Harrer-Wallenfels sulla parete sud. Inutili i soccorsi intervenuti tempestivamente.
La dinamica dell’incidente
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane stava affrontando la salita da primo di cordata insieme a un coetaneo quando, durante la progressione, uno degli ancoraggi avrebbe ceduto improvvisamente. Il cedimento del punto di sicurezza ha provocato la caduta nel vuoto, rivelatasi fatale.
L’episodio è avvenuto in una delle aree più frequentate delle Dolomiti, sottolineando ancora una volta i rischi legati all’alpinismo, anche in presenza di esperienza e preparazione.
I soccorsi e il recupero
L’allarme è scattato immediatamente, attivando i soccorsi in alta quota. Sul posto sono intervenuti i tecnici del Soccorso alpino della Val Gardena e l’elicottero Pelikan 2, specializzato negli interventi in ambiente montano.
Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente complesse a causa della posizione impervia della parete. Una volta raggiunto il punto dell’incidente, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane e procedere al recupero della salma.
Gli accertamenti sulla tragedia
Sul luogo sono intervenuti anche i Carabinieri di Canazei, incaricati di effettuare i rilievi per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto. Le prime ipotesi confermano il cedimento di un ancoraggio, ma saranno gli accertamenti tecnici a stabilire eventuali responsabilità.
La tragedia ha scosso profondamente la comunità locale e riporta l’attenzione sull’importanza della sicurezza in montagna e del controllo delle attrezzature, elementi fondamentali per ridurre i rischi durante le ascensioni.




