La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 non rappresenta solo una delusione sportiva, ma anche un duro colpo economico. Secondo diverse stime, la FIGC rischia di perdere oltre 30 milioni di euro, tra mancati ricavi, bonus sfumati e contratti ridimensionati.
Premi FIFA e bonus sfumati
Uno degli impatti più immediati riguarda i premi garantiti dalla FIFA alle squadre partecipanti:
- Circa 10,5 milioni di dollari (circa 9 milioni di euro) per la sola partecipazione
- Bonus aggiuntivi per il passaggio dei turni (fino a 45 milioni per la vittoria finale)
La mancata qualificazione ha quindi cancellato una fonte di ricavi significativa, che avrebbe contribuito a riequilibrare i conti federali.
Sponsor e merchandising: il peso del mancato Mondiale
A incidere è anche il fronte commerciale. Il contratto con Adidas, nuovo sponsor tecnico dal 2023, prevede un malus in caso di mancata qualificazione:
- Riduzione di circa 9,5 milioni di euro
- Minori entrate da merchandising stimate in circa 10 milioni
Il Mondiale rappresenta infatti un’occasione chiave per vendite di maglie e prodotti ufficiali, oltre che per la visibilità globale del brand.
Un bilancio già in difficoltà
La situazione economica si complica ulteriormente considerando che la FIGC aveva già previsto un deficit di 6,6 milioni di euro nel bilancio 2026.
La partecipazione ai Mondiali avrebbe potuto compensare questa perdita, ma l’eliminazione rende ora più difficile il riequilibrio dei conti.
Effetti a catena su tv e mercato
Le conseguenze non riguardano solo la federazione. Anche broadcaster e operatori media subiranno un impatto:
- La Rai, che ha investito circa 100 milioni di euro per i diritti, potrà usufruire di uno sconto
- DAZN, con un investimento tra i 30 e i 40 milioni, vedrà ridotto l’interesse del pubblico italiano
A cascata, anche sponsor, inserzionisti e attività legate all’indotto calcistico registreranno ricavi inferiori.
Una crisi sportiva che diventa economica
La terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali segna una crisi profonda per il calcio italiano. Non solo sul piano sportivo, ma anche su quello economico e d’immagine.
Il mancato accesso alla competizione più seguita al mondo priva il sistema calcio italiano di visibilità, investimenti e opportunità di crescita, con effetti che potrebbero protrarsi anche nei prossimi anni.




