Si chiude con il rimpatrio in Senegal la vicenda dell’aggressione a una capotreno avvenuta nel novembre 2025 su un convoglio partito da Milano Porta Garibaldi e diretto a Como San Giovanni. Protagonista dell’episodio un 33enne senegalese, che aveva colpito la lavoratrice con un pugno al volto durante il servizio.
Dopo l’arresto e i mesi trascorsi nel carcere del Bassone, per l’uomo è arrivato il provvedimento definitivo disposto dalla questura di Como: espulsione dal territorio italiano e accompagnamento nel Paese d’origine.
L’aggressione sul treno Milano-Como
L’episodio risale al novembre 2025, quando il 33enne aggredì la capotreno a bordo del convoglio ferroviario diretto a Como. La lavoratrice fu colpita con un pugno in pieno volto e riportò conseguenze fisiche immediate.
In base a quanto ricostruito, la donna riportò un ematoma e una ferita al labbro, con una prognosi di dieci giorni. Un’aggressione che aveva suscitato forte attenzione per la gravità del gesto e per il fatto che la vittima fosse impegnata nel proprio turno di lavoro.
L’arresto e la detenzione al Bassone
Dopo l’aggressione, il 33enne era stato arrestato dagli agenti della polizia di Stato e trasferito nel carcere del Bassone, dove è rimasto per diversi mesi.
L’uomo risultava già noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti, tra cui reati contro il patrimonio e contro la persona. A suo carico figuravano inoltre condanne per violenza, resistenza e minacce a pubblico ufficiale, lesioni e rapina.
Le procedure della questura di Como per l’espulsione
Nel frattempo, l’ufficio immigrazione della questura di Como ha avviato l’iter amministrativo necessario per arrivare all’espulsione. Le procedure hanno incluso l’identificazione completa del soggetto e il riconoscimento ufficiale da parte delle autorità senegalesi.
Si è trattato di un passaggio indispensabile per ottenere il lasciapassare utile al rimpatrio. Solo dopo la conclusione dell’iter giudiziario e amministrativo è stato possibile eseguire il provvedimento definitivo.
Scatta il rimpatrio in Senegal
Una volta completate tutte le formalità, il questore di Como. ha disposto il rimpatrio del 33enne. Nella giornata del 25 marzo, l’uomo è stato scortato dagli agenti fino a un volo diretto a Dakar.
All’arrivo in Senegal, il 33enne è stato preso in consegna dalle autorità locali. Si chiude così una vicenda iniziata con la violenta aggressione alla capotreno e terminata con l’allontanamento definitivo dal territorio italiano.
Un caso che riaccende l’attenzione sulla sicurezza sui treni
L’episodio torna ad accendere i riflettori sul tema della sicurezza del personale ferroviario, spesso esposto a rischi e aggressioni durante il servizio. Il caso di Como si inserisce in un quadro più ampio che riguarda la tutela dei lavoratori a bordo dei treni e nelle stazioni.
La decisione di procedere con espulsione e rimpatrio rappresenta l’ultimo passaggio di una vicenda che aveva colpito l’opinione pubblica locale, soprattutto per la violenza esercitata contro una lavoratrice impegnata nelle proprie mansioni.




