Una giovane madre statunitense è stata condannata a 15 anni di carcere dopo aver lasciato i suoi due figli di un anno e due anni chiusi in auto sotto il sole mentre si sottoponeva a un intervento di chirurgia estetica. Il più piccolo dei bambini è morto dopo essere rimasto nell’abitacolo surriscaldato per diverse ore.
La donna, Maya H., ha accettato un patteggiamento per abusi su minori, evitando così l’accusa più grave di omicidio di secondo grado. Durante il processo ha dichiarato di aver lasciato l’auto accesa con l’aria condizionata, convinta che il veicolo sarebbe rimasto acceso durante l’intervento.
I bambini lasciati in auto davanti al centro estetico
I fatti risalgono all’estate scorsa a Bakersfield, in California. La donna aveva parcheggiato l’auto all’esterno di un centro di bellezza, lasciando i due bambini all’interno del veicolo.
Secondo quanto ricostruito, Maya H. si era recata nella struttura per alcune iniezioni di filler alle labbra, un trattamento che pensava sarebbe durato circa venti minuti.
Tuttavia, secondo la testimonianza di un testimone in tribunale, la donna si sarebbe in realtà sottoposta a un lifting non chirurgico dei glutei, una procedura molto più lunga.
L’auto si spegne e l’abitacolo diventa un forno
Il personale del centro ha raccontato che quel giorno la struttura era molto affollata e che la donna è rimasta all’interno per oltre due ore e mezza, senza mai uscire per controllare i figli.
La madre ha spiegato di aver lasciato il motore acceso con l’aria condizionata e di aver controllato i bambini tramite un’app collegata al telefono. Tuttavia l’auto si è spenta automaticamente dopo circa un’ora, come previsto dal sistema del veicolo.
Con una temperatura esterna superiore ai 38 gradi, l’interno della macchina si è rapidamente trasformato in un ambiente estremamente caldo.
La tragedia e la corsa in ospedale
Quando la donna è tornata alla vettura ha trovato il figlio più piccolo in condizioni gravissime, con schiuma alla bocca e in preda a convulsioni.
I bambini sono stati immediatamente trasportati in ospedale, ma per il piccolo non c’è stato nulla da fare.
Durante il processo la giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto sull’accusa di omicidio di secondo grado, portando all’annullamento del procedimento per quel capo d’imputazione e all’avvio di un nuovo processo per abusi su minori, concluso con la condanna a 15 anni.
Il padre dei bambini ha espresso profonda rabbia per la sentenza, dichiarando che la tragedia non sarebbe mai dovuta accadere e che la pena inflitta alla donna non è sufficiente.




