Un medico australiano di 55 anni è morto dopo essere stato attaccato da uno squalo a Nouméa, capitale della Nuova Caledonia, territorio francese nel Pacifico meridionale. L’uomo si trovava in acqua per praticare wing foil nella baia di Anse Vata, nonostante fosse in vigore un decreto comunale che vietava le attività acquatiche fuori dalle aree protette.
L’attacco è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica, intorno alle 17 ora locale. Le ferite riportate – gravi morsi all’avambraccio destro e alle gambe – hanno provocato un’emorragia fatale. I soccorritori hanno recuperato il corpo in una laguna vicina, mentre alcuni familiari, presenti sulla spiaggia, hanno assistito alla scena.
Il divieto ignorato e la dinamica dell’attacco
Il decreto in vigore fino al 4 marzo stabiliva una zona di restrizione di 300 metri dalla costa per nuoto e sport acquatici, a causa di recenti avvistamenti di squali nell’area. Secondo le autorità locali, il medico sarebbe entrato in acqua da solo, ignorando la segnaletica presente sulla spiaggia.
Sulla tavola utilizzata per il wing foiling sono state rinvenute tracce di denti, elemento che confermerebbe un attacco improvviso dal basso. Gli investigatori stanno analizzando i segni lasciati dall’animale per identificarne la specie: tra le ipotesi uno squalo tigre o uno squalo toro, entrambi diffusi in quelle acque.
I paramedici sono intervenuti rapidamente, ma la gravità delle lesioni – con interessamento delle arterie principali – non ha lasciato scampo al 55enne, originario di Sydney e in vacanza nel Pacifico.
Nouméa e l’aumento degli attacchi di squali
La Nuova Caledonia ha registrato 67 incidenti con squali tra il 1958 e il 2020, di cui 13 mortali. Negli ultimi anni si è osservato un incremento degli episodi, anche a causa di fattori ambientali come il riscaldamento delle acque e le variazioni delle correnti legate a El Niño.
Le vaste barriere coralline che circondano l’isola rappresentano un habitat ideale per diverse specie di predatori marini. Secondo studi recenti, l’aumento delle temperature oceaniche può incrementare fino al 15-20% la probabilità di incontri tra squali ed esseri umani.
Nel 2023 un altro turista australiano era morto in un attacco simile nella stessa regione, evento che aveva portato a un rafforzamento delle misure preventive.
Le misure di sicurezza e le nuove restrizioni
Dopo l’ultima tragedia, il municipio di Nouméa ha disposto la chiusura temporanea della baia di Anse Vata per consentire indagini e monitoraggi. Rafforzati i pattugliamenti costieri e installata ulteriore segnaletica per ribadire il divieto.
Tra le misure adottate negli ultimi anni figurano:
- reti anti-squalo nelle aree protette
- monitoraggio con droni e telecamere termiche
- sistemi di tracciamento satellitare degli squali
- app con aggiornamenti in tempo reale sulle condizioni marine
Le autorità stanno valutando un’estensione delle restrizioni qualora si verificassero nuovi episodi.
Impatto sul turismo e raccomandazioni per gli sportivi
Il turismo rappresenta circa il 10% del PIL della Nuova Caledonia e spiagge come Anse Vata attirano ogni anno migliaia di visitatori. Eventi di questo tipo rischiano di influire sull’immagine della destinazione, con possibili ripercussioni sulle prenotazioni.
Gli esperti raccomandano ai praticanti di sport acquatici di:
- verificare sempre eventuali divieti ufficiali di balneazione
- evitare acque torbide o zone vicine alle foci dei fiumi
- non praticare sport marini in solitaria
- rispettare le fasce orarie più a rischio, come alba e tramonto
A livello globale si registrano circa 80 attacchi di squalo all’anno, meno di 10 dei quali mortali. Tuttavia, episodi come quello avvenuto a Nouméa riportano l’attenzione sulla necessità di rispettare rigorosamente le ordinanze di sicurezza.
La morte del medico australiano ha scosso la comunità locale e quella sanitaria del suo Paese. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto e valutare eventuali ulteriori interventi di prevenzione.




