Si chiude, almeno sul piano lavorativo, la vicenda dell’autista che nei giorni scorsi aveva fatto scendere un bambino di 11 anni dall’autobus mentre nevicava. L’azienda ha deciso che non tornerà alla guida dei mezzi, affidandogli però un nuovo incarico interno.
La decisione arriva dopo un confronto con la famiglia del minore e al termine di giorni segnati da una forte esposizione mediatica.
Revocata la sospensione, ma niente ritorno al volante
La sospensione dal lavoro è stata revocata, ma l’autista non sarà reintegrato alla guida. In un primo momento era stato proposto un trasferimento in un’altra sede, soluzione che però non è stata accolta.
Alla fine si è optato per un ruolo differente all’interno dell’azienda, del quale non sono stati resi noti i dettagli. La scelta sarebbe maturata anche alla luce delle verifiche interne effettuate, comprese le immagini delle telecamere di bordo.
La versione dell’autista
L’autista ha presentato una memoria scritta con la propria ricostruzione dei fatti, sostenendo di non aver cacciato il bambino dal bus, ma di aver semplicemente segnalato un’irregolarità nel biglietto.
Secondo il suo racconto, il minore sarebbe sceso autonomamente dopo aver appreso della necessità di acquistare un ticket da 10 euro.
«Mi manca un anno alla pensione»
L’uomo, che sarebbe prossimo alla pensione, ha espresso sollievo per la conclusione della vicenda sul piano professionale. Assistito dai rappresentanti sindacali, ha ribadito il proprio dispiacere per quanto accaduto, sottolineando di non aver mai avuto l’intenzione di arrecare danno a nessuno.
La vicenda aveva suscitato forte indignazione e acceso il dibattito pubblico, soprattutto per le condizioni meteorologiche in cui il bambino era stato fatto scendere dal mezzo. Ora l’azienda ha scelto una soluzione che consente al lavoratore di restare in servizio, ma lontano dalla guida degli autobus.




