Momenti di forte tensione su un volo partito dall’Inghilterra e diretto a Tel Aviv nella giornata di domenica 8 febbraio. Un presunto allarme terrorismo a bordo ha fatto scattare un’imponente operazione di sicurezza, poi rivelatasi un falso allarme legato a uno scherzo.
Secondo quanto riportato dai media locali, un ragazzo avrebbe cambiato il nome del proprio hotspot WiFi del cellulare in “terrorista”. La scritta sarebbe stata notata da altri passeggeri, che hanno immediatamente informato il personale di bordo.
Scortato da due caccia fino all’atterraggio
La segnalazione ha innescato il protocollo di sicurezza: le autorità israeliane hanno disposto il decollo di due caccia militari, che hanno scortato l’aereo fino all’atterraggio presso l’aeroporto Ben-Gurion di Tel Aviv.
Il velivolo, con 220 passeggeri a bordo, è stato fatto atterrare in una zona isolata dello scalo per consentire verifiche approfondite.
Controlli per ore su passeggeri e bagagli
Dopo l’atterraggio sono scattati controlli dettagliati sull’aereo, sui passeggeri e sui bagagli, protrattisi per diverse ore. Le verifiche hanno dato esito negativo, confermando l’assenza di qualsiasi minaccia reale.
Solo successivamente è emerso che l’allarme era stato causato dalla modifica del nome dell’hotspot WiFi. L’episodio è stato definito dalle autorità come un “brutto scherzo” che ha comportato il blocco temporaneo delle operazioni aeroportuali e la sospensione del traffico aereo.
Possibili conseguenze per il falso allarme
Il traffico è stato ripristinato dopo la conclusione delle verifiche, ma non si escludono conseguenze per il responsabile del falso allarme, vista la gravità dell’intervento attivato e l’impiego di risorse militari.




