Sembrava un tragico incidente stradale, ma dietro la morte di Franka L., cittadina tedesca di 52 anni, si nascondeva – secondo gli inquirenti – un omicidio premeditato. La donna fu trovata senza vita la mattina del 2 luglio 2025 lungo una strada boschiva di Castagno d’Andrea, alle pendici del Monte Falterona, nel comune di San Godenzo, a circa cinquanta chilometri da Firenze.
Il corpo era riverso sul ciglio della carreggiata, con gravi ferite alla testa. Accanto al cadavere, un grosso sasso insanguinato. Le numerose abrasioni fecero ipotizzare inizialmente un investimento da parte di un pirata della strada, forse un mezzo pesante, poi fuggito.
La svolta delle indagini e i due fermi
A oltre sei mesi dai fatti, l’inchiesta della Procura di Firenze ha ribaltato quella prima ricostruzione. All’alba di martedì 13 gennaio 2026, i carabinieri hanno fermato Emiliano M., 52 anni, compagno della vittima, e Simona H., 59 anni, sua amica di lunga data.
Per l’accusa, Emiliano sarebbe il mandante e l’ideatore del delitto, mentre Simona l’esecutrice materiale. Un omicidio pianificato nei dettagli e camuffato da incidente stradale.
Autopsia decisiva e sonnifero nel sangue
Il punto di svolta arriva dall’autopsia. Gli esami medico-legali escludono la compatibilità delle lesioni con un investimento. Ma soprattutto rivelano nel sangue di Franka alte concentrazioni di benzodiazepine, un potente farmaco ipnotico.
Da qui l’ipotesi di una narcotizzazione preventiva e di un’aggressione successiva. Gli investigatori ascoltano oltre 140 persone, ricostruiscono rapporti personali, movimenti e interessi economici, attivando anche strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale.
La ricostruzione dell’omicidio secondo l’accusa
Secondo la Procura, la mattina del 2 luglio Franka sarebbe stata drogata con una massiccia dose di sonnifero. A quel punto, Emiliano si sarebbe allontanato, lasciando alla complice la fase finale.
Simona, sempre secondo l’accusa, avrebbe caricato la donna in stato di semi-incoscienza sulla propria auto, portandola in un tratto isolato della strada provinciale del Castagno. Qui Franka sarebbe stata colpita più volte alla testa con una pietra, poi investita con l’auto per simulare un incidente e infine abbandonata sul bordo della strada.
Una messinscena studiata nei minimi particolari, che ha retto per mesi prima di essere smontata dalle prove scientifiche.
Il movente: polizze assicurative da oltre tre milioni
Al centro dell’impianto accusatorio c’è il movente economico. A poco più di un mese dalla nascita del figlio della coppia, avvenuta nel 2025 tramite fecondazione eterologa con ovodonazione, Emiliano avrebbe stipulato cinque polizze assicurative sulla vita della compagna.
Le polizze prevedevano una clausola di triplicazione dell’indennizzo in caso di morte per incidente stradale. Il valore complessivo dei contratti supererebbe i tre milioni di euro.
Per la Procura, l’uomo avrebbe avviato da tempo un percorso di manipolazione affettiva, iniziato dopo l’incontro con la donna nel 2016 in un hotel di Lucca, con l’obiettivo di controllarla e sottrarle denaro. A suo carico anche le accuse di maltrattamenti aggravati, truffa aggravata e frode assicurativa.
Le perquisizioni e il consulente indagato
Nel corso delle indagini sono state eseguite diverse perquisizioni, che hanno coinvolto anche un consulente del lavoro fiorentino, indagato per concorso in frode assicurativa. Secondo l’accusa, avrebbe aiutato Emiliano a individuare compagnie e intermediari per la stipula delle polizze.
Chi sono Emiliano M e Simona H
Emiliano M., fiorentino, 52 anni, è un manager della ristorazione con esperienze in locali di alto livello tra Firenze e Viareggio.
Simona H., 59 anni, è una grafica pubblicitaria. In passato titolare di una copisteria in via San Gallo, nel centro di Firenze, è stata presidente di un’associazione di appassionati di bonsai. Nell’ultimo periodo lavorava come addetta alle pulizie ed era descritta come una persona riservata e affidabile.
Attesa per l’interrogatorio di garanzia
Emiliano e Simona sono detenuti nel carcere di Sollicciano, a Firenze, in attesa della convalida del fermo e dell’interrogatorio di garanzia. L’inchiesta prosegue per chiarire ogni dettaglio di un delitto che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato pianificato con freddezza e precisione.




