A seguito del tragico incidente stradale del 4 ottobre scorso sulla Statale 598 nei pressi di Scanzano Jonico, in cui quattro braccianti indiani persero la vita, le forze dell’ordine hanno avviato una complessa indagine che ha portato ieri, venerdì 19 dicembre, all’arresto di quattro cittadini pakistani residenti a Policoro, nel Materano.
L’operazione congiunta di Polizia e Carabinieri ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e messa dal GIP del Tribunale di Matera, su richiesta della Procura, nell’ambito di un’inchiesta per caporalato, intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e violenza privata.
Sfruttamento nei campi agricoli lucani: alloggi degradanti e paghe da fame
Le indagini hanno ricostruito un sistema organizzato di reclutamento e sfruttamento di manodopera straniera, in particolare lavoratori indiani impiegati nella raccolta di prodotti agricoli – soprattutto fragole – in diversi Comuni della Basilicata.
Secondo quanto emerso, i braccianti venivano ospitati in strutture sovraffollate, in condizioni abitative degradanti, prive di servizi igienici adeguati e con gravi carenze igienico-sanitarie.
Le retribuzioni percepite dai lavoratori erano notevolmente inferiori ai minimi contrattuali, con paghe giornaliere sproporzionate rispetto alle ore effettivamente lavorate nei campi.
L’inchiesta parte dal tragico schianto del 4 ottobre
Il punto di svolta è stato il drammatico incidente del 4 ottobre 2025, quando un veicolo da sette posti, sovraccarico di dieci braccianti, si è scontrato frontalmente con un autocarro in transito nella corsia opposta. Quattro lavoratori hanno perso la vita, mentre altri sei sono rimasti feriti.
Le testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine hanno rivelato l’esistenza di un sistema di caporalato radicato, in cui gli indagati organizzavano il trasporto, il reclutamento e l’impiego illecito dei braccianti, esercitando anche pressioni e violenze per mantenere il controllo sul gruppo.
Le accuse: intermediazione illecita, sfruttamento e violenza privata
Ai quattro arrestati – tutti di origine pakistana e residenti nel territorio lucano – viene contestata la gestione di un vero e proprio racket del lavoro agricolo, con pratiche che violano gravemente la dignità e i diritti dei lavoratori stranieri.
Le accuse includono:
- Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro
- Violenza privata
- Ospitalità in alloggi indegni e insicuri
- Paghe non conformi al contratto collettivo
- Mancato rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza




