Momenti di forte tensione a bordo di un volo diretto a Bergamo l’8 dicembre 2025, quando un Boeing 737 ha dovuto affrontare un’emergenza in fase di salita poco dopo il decollo da Cracovia.
Secondo il rapporto preliminare diffuso dalla Commissione statale polacca per la sicurezza aerea, uno degli elementi parasole presenti nella cabina di pilotaggio si sarebbe staccato improvvisamente, cadendo sui comandi di volo. Pochi istanti dopo, uno dei due motori si è spento improvvisamente, mentre l’aereo stava raggiungendo una quota di 10.000 metri.
L’emergenza e il messaggio “PAN PAN”
Di fronte alla perdita di un propulsore, i piloti hanno immediatamente trasmesso un messaggio di emergenza “PAN PAN”, protocollo usato per indicare una situazione seria ma sotto controllo. L’aereo ha interrotto la salita, rimanendo in assetto stabile, mentre l’equipaggio ha avviato le procedure per riaccendere il motore.
Il tentativo ha avuto successo e il volo è proseguito regolarmente verso Bergamo, atterrando senza ulteriori problemi. Nessun passeggero — tra cui anche diversi italiani — ha riportato conseguenze.
L’ipotesi dell’impatto con la leva del motore
Il dettaglio più sorprendente emerso dall’indagine è l’ipotizzato impatto del parasole con la leva di avviamento del motore, elemento che ha fatto scattare lo spegnimento. La leva in questione è dotata di sistemi di sicurezza specifici per prevenire movimenti accidentali, e la sua attivazione richiede una manovra combinata di sollevamento e spinta.
Questo rende poco plausibile che un semplice urto possa aver causato lo spegnimento del motore, e infatti gli investigatori non escludono altre cause: un difetto meccanico, una posizione irregolare della leva dopo il decollo, o persino un movimento involontario del pilota nel tentativo di intercettare il parasole o rimuoverlo dai comandi.
I dubbi ancora aperti nelle indagini
Nel documento preliminare, non viene indicato quale dei due motori sia stato coinvolto nell’anomalia, né è chiaro come fosse fissato il parasole al momento del distacco. Rimangono quindi diversi punti ancora da chiarire, tra cui il motivo per cui, dopo l’atterraggio, l’aereo sia rimasto fermo a terra per circa 50 ore, prima di tornare operativo sulla rotta Bergamo–Bologna il 10 dicembre.
Un fermo prolungato che lascia pensare a verifiche tecniche approfondite, probabilmente in attesa di conferme definitive sulla funzionalità e sicurezza dei sistemi coinvolti nell’incidente.




