Un bambino di 11 anni è in coma dopo essere stato investito da un furgone nel tardo pomeriggio di giovedì 6 novembre a Milano, in via Bernardino Verro, nel quartiere Morivione. L’incidente è avvenuto intorno alle 17.30, quando un Peugeot Boxer bianco ha travolto il piccolo. Le condizioni del minore sono apparse subito critiche: era privo di coscienza all’arrivo dei soccorritori.
Il ragazzino è stato soccorso da tre equipaggi dell’Azienda regionale emergenza urgenza (Areu) – automedica, ambulanza ed elisoccorso – e trasportato d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo con l’elicottero, dopo essere stato intubato sul posto. I medici parlano di un quadro clinico estremamente grave.
Il conducente si è fermato e ha chiamato i soccorsi
Alla guida del furgone c’era un 21enne milanese, che si è fermato immediatamente per allertare i soccorsi. Sul posto sono arrivate cinque pattuglie della polizia locale, che hanno effettuato i rilievi. Il giovane è stato sottoposto ad alcoltest e drug test, risultati negativi.
Secondo una prima ricostruzione, l’investimento sarebbe avvenuto lontano dalle strisce pedonali. I genitori del bambino, che abitano poco distante, sono giunti poco dopo sul luogo dell’incidente.
Secondo investimento nel giro di un’ora e mezza
Poco dopo, alle 19 circa, un altro bambino di 9 anni è stato investito da un’auto in piazza Francesco Durante, questa volta sulle strisce pedonali. Per fortuna le condizioni del piccolo sono risultate non gravi. In un primo momento si è temuto che il conducente fosse fuggito, ma la polizia locale ha successivamente chiarito che non si è trattato di omissione di soccorso.
Ancora un furgone coinvolto in un grave incidente
L’incidente di via Verro è il secondo caso grave che coinvolge un furgone a Milano nel giro di due giorni. Mercoledì, infatti, un Citroën Jumpy bianco ha investito e ucciso un pedone – Franco Bertolotti – all’incrocio tra via Fratelli Bronzetti e via Macedonio Melloni. In quel caso il conducente è fuggito ma è stato fermato il giorno seguente in una lavanderia, dopo rapide indagini delle forze dell’ordine.




