Dopo sedici anni di assenza, un pilota italiano è tornato ufficialmente al volante della Ferrari in Formula 1. È successo ieri, venerdì 24 ottobre, a Città del Messico, durante la prima sessione di prove libere del Gran Premio. Protagonista dell’evento è stato Antonio Fuoco, 29 anni, campione della 24 Ore di Le Mans 2024, che ha preso il posto di Lewis Hamilton nella SF-25 per disputare le FP1, in una sessione dedicata ai rookie come previsto dal regolamento FIA.
Fuoco sulla Rossa: ultimo in pista, ma vincente nel simbolo
Anche se il cronometro lo ha relegato all’ultimo tempo, l’emozione per Fuoco è stata immensa: «È un momento che mi riempie d’orgoglio», ha detto. Il risultato, come spesso accade nelle FP1 del venerdì, ha avuto valore relativo, soprattutto in una sessione condizionata dalla presenza di ben nove esordienti.
Ma il peso simbolico di questo ritorno è enorme: l’ultimo italiano a guidare una Ferrari in F1 era stato Giancarlo Fisichella nel 2009, sostituendo Felipe Massa. Fuoco ha interrotto un digiuno tricolore lungo oltre un decennio, riportando il tricolore sul volante del Cavallino in una gara del Mondiale.
Dall’Academy a Le Mans, fino al box Ferrari con Leclerc
La storia di Fuoco è strettamente legata a quella di Charles Leclerc, suo compagno fin dai tempi della Ferrari Driver Academy. I due si sono incontrati a Maranello nel 2016, hanno condiviso il box nel team Prema in F2 e, pur prendendo strade diverse, non hanno mai smesso di sostenersi. Leclerc è oggi un pilota di punta in Formula 1, Fuoco è diventato un punto di riferimento nel progetto Hypercar Ferrari nel WEC.
A rendere ancora più speciale la giornata messicana è stato proprio il ritorno fianco a fianco dei due amici: Leclerc ha chiuso le FP1 con il miglior tempo, mentre Fuoco ha lavorato con calma e metodo, da terzo pilota e collaudatore esperto.
Emozione Ferrari: due amici, una maglia rossa, un sogno che continua
«Ritrovarsi insieme in pista, in rosso, è qualcosa di speciale», ha raccontato Leclerc. Per Antonio Fuoco, invece, è stata la conferma di un legame che va oltre le classifiche: «Con Charles abbiamo condiviso tutto, oggi è stato come tornare a quei giorni a Maranello».
Un ritorno che non cambia le gerarchie della F1, ma che accende il cuore dei tifosi italiani, affezionati al Cavallino e sempre in attesa di vedere un connazionale protagonista in rosso.




