Un’escursione turistica si è trasformata in un incubo sabato scorso, quando un elefante ha attaccato due canoe con a bordo turisti britannici e americani nel celebre Delta del fiume Okavango, in Botswana. L’incidente è avvenuto in coincidenza con la Giornata Mondiale del Turismo, e le immagini diffuse sui social hanno rapidamente fatto il giro del mondo.
I visitatori stavano partecipando a un safari fluviale su tradizionali canoe “Makoro”, guidate da esperti locali. Durante la navigazione, il gruppo si è avvicinato a una femmina di elefante con due cuccioli, quando all’improvviso il maschio del branco ha caricato, attraversando i canneti e le acque basse. Con violenza, ha ribaltato le canoe usando la proboscide e le zanne, scaraventando i turisti nell’acqua infestata da coccodrilli e ippopotami.
Il video dell’attacco fa il giro del mondo
Un video virale documenta il momento in cui una turista viene colpita dalla proboscide dell’elefante e cade sott’acqua. Il marito riesce a trarla in salvo e a raggiungere la riva, mentre le guide cercano di allontanarsi rapidamente dal branco infuriato.
Secondo un ex ranger sudafricano, il gruppo è stato “incredibilmente fortunato”: “Se l’elefante l’avesse tenuta sott’acqua anche solo qualche secondo in più, sarebbe probabilmente annegata. E in quella zona, i coccodrilli non aspettano altro.”
Un testimone locale, Kakwele Sinyina, ha sottolineato il rischio costante: “Se non li avesse presi l’elefante, ci sono molti coccodrilli e grandi ippopotami che avrebbero potuto ucciderli in pochi istanti.”
Nessun ferito grave, ma cresce l’allerta nei safari
Nonostante la drammaticità dell’attacco, nessuno dei quattro turisti è rimasto ferito gravemente, ma molte attrezzature fotografiche e dispositivi elettronici sono andati persi o danneggiati. Le tre compagnie turistiche coinvolte non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali, mentre una receptionist locale ha confermato: “Erano turisti provenienti da Regno Unito e Stati Uniti. È un miracolo che ne siano usciti illesi.”
Il Delta dell’Okavango è una delle aree più iconiche del continente africano, abitato da migliaia di elefanti selvatici e visitato ogni anno da circa due milioni di turisti. L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza dei safari in canoa in presenza di fauna selvatica potenzialmente aggressiva.




