L’Europa torna a vincere la Ryder Cup sul suolo americano, battendo gli Stati Uniti 15-13 al termine di un’edizione combattutissima disputata sul leggendario campo di Bethpage Black, a New York. Il colpo decisivo è arrivato grazie a Shane Lowry, che ha imbucato il putt del pareggio nel match contro Henley, regalando il punto che mancava per la matematica vittoria. Una scena da ricordare: Lowry in lacrime, abbracciato da Jon Rahm, in una giornata che segna la storia del golf europeo.
Una sfida ricca di emozioni e tensioni
L’ultima giornata ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Dopo due giorni di dominio europeo, gli USA hanno sfiorato la rimonta, servivano dieci vittorie su dodici match: un’impresa quasi impossibile. Ma il team di Keegan Bradley ha lottato fino alla fine, sospinto da un pubblico infuocato, anche se meno acceso rispetto agli episodi critici di sabato.
Nonostante le vittorie di Justin Thomas, Schauffele, Scheffler e JJ Spaun, l’Europa ha saputo reagire con carattere: Fitzpatrick, Hatton, MacIntyre e soprattutto Lowry hanno messo in cassaforte i punti necessari per riportare il trofeo oltre Atlantico.
La strategia vincente di Luke Donald
Il successo europeo porta la firma di Luke Donald, ex numero 1 al mondo, diventato capitano dopo la controversa uscita di Henrik Stenson, passato alla LIV Golf. Donald ha costruito una squadra compatta, coesa e ben preparata, confermando il gruppo già vincente a Roma, con l’unica eccezione di Rasmus Hojgaard al posto del fratello Nicolai.
La gestione tecnica e mentale è stata la chiave: Donald ha mantenuto un contatto costante con i suoi giocatori, ha lavorato sull’affiatamento nei foursome e ha scelto accoppiamenti efficaci. Il risultato? Un team che ha saputo resistere alla pressione e trionfare su un campo ostile.
I limiti della squadra americana e le scelte di Bradley
Per gli Stati Uniti, la sconfitta è anche il frutto di decisioni discutibili da parte del capitano Keegan Bradley, ancora troppo coinvolto nella sua carriera da giocatore per assumere pienamente il ruolo di leader tecnico. Bradley ha insistito con strategie sbagliate: ha puntato troppo sui foursome (formato preferito dagli europei), ha modificato il campo rendendolo più semplice, eliminando il rough nel tentativo di favorire i “bombardieri” americani.
Il risultato è stato un campo poco selettivo, trasformato in una competizione basata sul putting, che ha finito per favorire la precisione e il gioco corto europeo. Anche gli accoppiamenti sono stati oggetto di critiche, così come il mancato utilizzo di un profilo tecnico più esperto come guida del team.
Un ritorno alla gloria: l’Europa si riprende il trofeo
Con questo successo, l’Europa conquista la Ryder Cup 2025 e interrompe una striscia negativa negli Stati Uniti che durava dal miracolo di Medinah nel 2012. La vittoria a Bethpage Black conferma il valore di una squadra matura, guidata con lucidità e alimentata da giocatori in stato di grazia come Lowry, Rahm, McIlroy e Aberg.




