Nel 2025, il fenomeno dell’overtourism si è fatto sentire con forza in molte delle principali destinazioni turistiche europee, generando proteste, restrizioni e nuove politiche per contenere l’afflusso dei visitatori. Tuttavia, una notabile eccezione emerge dal panorama estivo: il Canton Ticino, che continua ad attrarre turisti stranieri mantenendo un equilibrio tra flussi turistici e vivibilità locale.
Ticino promosso: turismo sostenibile e senza sovraffollamento
A differenza di mete come Como, investite da una pressione turistica elevata, il Ticino ha vissuto un’estate positiva, ma senza eccessi. Il turismo ticinese ha beneficiato soprattutto dell’arrivo di ospiti stranieri, senza però essere travolto da masse ingestibili o situazioni di disagio per i residenti.
Italia: Venezia introduce il ticket, ma le polemiche non mancano
Nel Belpaese, le misure contro il turismo di massa sono diventate una priorità. La tassa d’ingresso a Venezia, attiva dal 2024, ha portato oltre 5 milioni di euro nelle casse comunali, ma ha diviso l’opinione pubblica. Secondo il ministro del Turismo Daniela Santanchè, il 75% dei turisti si concentra solo nel 4% del territorio italiano, rendendo alcune aree invivibili e altre dimenticate.
Le Dolomiti, ad esempio, sono state teatro di un’estate caotica, con flussi record a Seceda e l’introduzione di un sistema di prenotazione per l’accesso ai pascoli alpini, con l’obiettivo di tutelare l’ambiente e gestire meglio l’affluenza.
Svizzera: tasse e regolamenti per proteggere i luoghi iconici
Anche in Svizzera, l’overtourism ha lasciato il segno. A Iseltwald, sul lago di Brienz, la famosa passerella resa celebre da una serie sudcoreana ha attirato migliaia di visitatori asiatici. Dal 2023 è in vigore una tassa di ingresso di 5 franchi per finanziare manutenzione e sicurezza, ma i turisti continuano ad arrivare.
Austria: Hallstatt assediata da un milione di turisti l’anno
Nel villaggio di Hallstatt, 750 abitanti affrontano ogni anno oltre un milione di visitatori, spinti dalla notorietà televisiva. Il sindaco Alexander Scheutz ha imposto limiti ai pullman turistici e permanenze minime per i gruppi, ma ammette: «Solo limitando l’accesso alla strada principale possiamo controllare la situazione». I benefici economici non mancano, ma la pressione sociale e ambientale è alta.
Nord Europa: fiordi, Islanda e Copenaghen sotto assedio
Le destinazioni fresche del Nord Europa – dai fiordi norvegesi all’Islanda, passando per Copenaghen – sono diventate mete estive alternative per evitare il caldo dell’Europa meridionale. Ma anche qui, l’overtourism ha fatto breccia. In Norvegia, nel Geirangerfjord, i turisti scavalcano le barriere per scattare foto pericolose.
La capitale danese ha risposto con una campagna intelligente: “Copenpay”, che offre pranzi gratuiti e noleggio bici a chi arriva in treno anziché in aereo. Le Isole Faroe invece puntano sulla tecnologia GPS per deviare i turisti verso aree meno congestionate.
Spagna: record di visitatori e proteste sempre più visibili
Con quasi 100 milioni di turisti previsti nel 2025, la Spagna è il secondo Paese più visitato al mondo dopo la Francia. A Maiorca, dove i residenti sono meno di un milione, sono arrivati oltre 13 milioni di turisti. Il malcontento è crescente: carenza di alloggi, aumento dei prezzi, traffico e inquinamento sono tra i principali problemi.
A Barcellona, le tasse sugli alloggi sono salite fino a 15 euro a notte, mentre dal 2028 saranno vietati gli affitti brevi. Nel frattempo, gli attivisti locali ingannano i turisti con segnaletica fuorviante per scoraggiare l’accesso alle zone più affollate.
Grecia: Santorini e Mykonos sotto pressione
Anche in Grecia il fenomeno è in crescita. Le isole di Santorini e Mykonos hanno introdotto una tassa d’ingresso di 20 euro per chi arriva con le navi da crociera. L’aumento dei prezzi e la scarsità di alloggi hanno reso difficili le vacanze per molti greci stessi, esclusi dalle mete più celebri del loro Paese.
Inoltre, le spiagge libere stanno progressivamente scomparendo, sostituite da lettini, bar e stabilimenti. Le autorità stanno ora facendo rispettare la legge, che impone di mantenere almeno il 50% delle spiagge pubbliche e accessibili.




