Un turista scozzese di 51 anni è stato denunciato dalle autorità italiane per furto aggravato dopo essere stato colto in flagrante mentre cercava di uscire dal Parco Archeologico di Pompei con sei frammenti di pietra e un mattone romano nascosti nello zaino.
L’episodio è avvenuto durante un tour serale, quando una guida ha notato il comportamento sospetto dell’uomo, intento a raccogliere pezzi di pavimentazione antica. La segnalazione è stata immediata, e il turista è stato bloccato dalla polizia nei pressi della stazione della Circumvesuviana Villa dei Misteri, appena fuori dal sito.
“Un regalo per mio figlio”: la giustificazione del turista
Interrogato dagli agenti, il visitatore ha ammesso di avere preso i reperti con l’intenzione di regalarli al figlio, appassionato di oggetti rari. Ha inoltre dichiarato di non sapere che fosse illegale rimuovere materiali archeologici dal sito patrimonio dell’UNESCO.
Tuttavia, secondo l’articolo 625 del codice penale italiano, il furto aggravato in un luogo pubblico o destinato al culto o alla conservazione del patrimonio storico prevede la reclusione da due a sei anni e una multa da 927 a 1.500 euro.
La pronta reazione del personale del Parco
Il tempestivo intervento è stato possibile grazie alla collaborazione tra guida turistica, custodi, sicurezza interna e forze dell’ordine. “Congratulazioni e grazie all’attenta guida turistica, ai nostri eccellenti custodi e personale di sicurezza, e ai Carabinieri per questo sforzo di collaborazione per proteggere il nostro patrimonio”, ha dichiarato Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei.
I reperti sottratti sono stati sequestrati e restituiti al parco.
Il “maleficio” di Pompei: la leggenda dei reperti restituiti
Oltre alle sanzioni legali, molti credono che i manufatti rubati a Pompei siano maledetti. Nel corso degli anni, il parco ha ricevuto numerosi pacchi contenenti reperti restituiti spontaneamente dai turisti, accompagnati da lettere di scuse e racconti di sventure.
Nel 2020, una turista canadese ha restituito mosaici e frammenti di ceramica rubati 15 anni prima, scrivendo che da quel viaggio era stata colpita da una lunga serie di problemi di salute e fallimenti economici.
Questa vicenda si inserisce così in una lunga storia di tentativi illeciti di portare via un pezzo di Pompei, sempre accompagnati da un prezzo — legale o karmico — da pagare.




