È un esordio amaro per l’Italia ai Mondiali di scherma di Tbilisi 2025: nella giornata inaugurale delle finali individuali, gli azzurri del fioretto maschile e le azzurre della spada femminile restano fuori dal podio, nonostante le alte aspettative. Nessun alibi, come sottolineano gli stessi atleti: si tratta di una prestazione sottotono che lascia il segno e accende il desiderio di riscatto nelle prossime gare.
Marini, Bianchi e Foconi si fermano prima dei quarti
Il fioretto maschile delude sin dalle prime eliminatorie. Tommaso Marini, campione iridato a Milano nel 2023, esce a sorpresa ai sedicesimi di finale. Fuori agli ottavi Guillaume Bianchi, fresco campione europeo, e Alessio Foconi. L’unico a spingersi fino ai quarti è Filippo Macchi, che incassa l’eliminazione senza recriminazioni: “Il VAR questa volta non ha influito, ma non sono ancora al meglio fisicamente”.
Marini parla senza polemiche, ma con sincerità, del cambio tecnico a stagione in corso, con l’uscita del suo storico maestro Cerioni e l’arrivo di Simone Vanni: “È stato un cambiamento drastico, serve tempo per ritrovare l’equilibrio”.
Fiamingo e Santuccio tra le prime otto, ma senza medaglie
Stesso epilogo per la spada femminile: Rossella Fiamingo e Alberta Santuccio si fermano ai quarti di finale, eliminate da avversarie in stato di grazia. Fiamingo, emozionata per essere tornata competitiva, deve cedere a Lehis: “Non ho avuto spiragli”. Santuccio ammette di aver sbagliato approccio tattico contro Embrich: “Le ho lasciato troppo spazio all’inizio”.
Fuori ai sedicesimi anche Giulia Rizzi e Sara Kowalczyk, completando una giornata avara di soddisfazioni per le azzurre della spada.
L’analisi del CT Chiadò: “Ora serve reagire”
Il commissario tecnico Dario Chiadò non minimizza la delusione, ma guarda avanti: “Non parlerei di giornata fallimentare. Le nostre ragazze sono campionesse olimpiche in carica e hanno sempre mostrato grinta. Tocca a me far emergere la voglia di rivincita rispetto all’avvilimento”.




