Un’escursione solitaria si è trasformata in una tragedia sulle montagne valdostane. Liam Daniel Henry Rasac, 15enne francese originario di Erbrée in Bretagna, ha perso la vita dopo una caduta durante un’escursione sulla Becca di Viou, vetta panoramica sopra Aosta. Il giovane si era allontanato volontariamente dalla sua famiglia, in vacanza presso un campeggio a Valpelline, per proseguire da solo verso la cima.
Una montagna impegnativa e un sentiero che si perde
L’escursione verso la Becca di Viou (2.856 metri) richiede esperienza, buon orientamento e resistenza: oltre 1.400 metri di dislivello in un sentiero che, nella parte finale, diventa impervio e poco segnalato. Liam, appassionato di montagna, aveva comunicato alla famiglia la volontà di proseguire in autonomia. «Voi riposatevi», avrebbe detto prima di incamminarsi.
Durante la salita ha più volte aggiornato i genitori con video e foto del panorama. Ma nel pomeriggio, ormai in quota, ha iniziato a perdere l’orientamento. Ha scritto alla madre: “Ho perso il sentiero”, probabilmente in corrispondenza di un bivio poco chiaro nei pressi del col Fouillou. Ha tentato di rientrare, ma le posizioni GPS inviate erano incoerenti e confuse.
Le ricerche e il tragico ritrovamento
L’allarme è scattato alle 20:00. I genitori, preoccupati, hanno allertato i soccorsi. Subito si sono attivati elisoccorso, droni e squadre a piedi, ma le ricerche sono proseguite invano per tutta la notte. Alle prime luci dell’alba, l’elicottero ha individuato una sagoma colorata nel vallone Verzignola, intorno ai 2.000 metri di quota.
Purtroppo era troppo tardi: Liam era morto sul colpo, a causa di politraumi cranici provocati da una caduta di circa 50 metri. La dinamica dell’incidente è apparsa subito chiara e il magistrato non ha disposto l’autopsia.
Il dolore della famiglia e l’appello alla prudenza
«Non dovevo lasciarlo da solo», ha dichiarato sconvolto il padre. Una scelta, quella di lasciar andare il figlio da solo, che si è rivelata fatale. Il funzionario dei vigili del fuoco di Aosta, André Chaussod, ha confermato l’immediata attivazione delle squadre di soccorso, ma nonostante gli sforzi ogni intervento è stato inutile.
La montagna non perdona, soprattutto quando si sottovalutano le difficoltà dei percorsi o si decide di affrontarli senza la dovuta preparazione e compagnia. Il tragico epilogo della storia di Liam è un duro monito per tutti gli amanti della montagna: la sicurezza deve sempre venire prima dell’avventura.




