A partire dal 1° ottobre 2026 scatterà in Italia il divieto di circolazione per le auto diesel Euro 5, secondo quanto previsto dalle direttive europee volte a contrastare l’inquinamento atmosferico. La misura, prorogata di un anno grazie al decreto Infrastrutture, riguarderà inizialmente solo quattro Regioni italiane: Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, e sarà limitata alle città con più di 100.000 abitanti, quelle considerate più esposte ai rischi dell’inquinamento.
Chi porà circolare e chi dovrà fermarsi
Va sottolineato che le Regioni coinvolte avranno comunque facoltà di derogare a queste restrizioni, a condizione che presentino piani alternativi di riduzione delle emissioni compatibili con gli obiettivi dell’Unione europea.
I numeri del blocco: oltre 250mila auto ferme
Il provvedimento coinvolgerà circa 250.000 veicoli nei comuni superiori ai 100mila abitanti, anche se il totale delle auto diesel Euro 5 circolanti nelle quattro Regioni supera 1,3 milioni di unità. Secondo i dati riportati dal Corriere della Sera, le città più interessate saranno Milano con oltre 38.000 veicoli fermati, seguita da Torino con 34.225 auto, Brescia con 13.000, Verona con 16.111 e Bologna con quasi 18.000. A queste si aggiungono numerose altre città come Venezia, Padova, Modena e Parma.
Perché si fermano le Euro 5 diesel
I diesel Euro 5 sono considerati particolarmente dannosi per la salute pubblica a causa delle emissioni di particolato PM10 e ossidi di azoto (NOx), entrambi responsabili di gravi problemi respiratori. L’obiettivo dell’Unione europea è raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, riducendo drasticamente le emissioni inquinanti del settore trasporti, che attualmente rappresentano circa il 20% delle emissioni di CO₂ in Europa.
Un parco auto ancora troppo vecchio
Il problema dell’inquinamento in Italia è aggravato dall’età media del parco auto, che supera i 13 anni. Sono ancora presenti oltre 18 milioni di veicoli Euro 4 o inferiori, di cui 4 milioni Euro 0-1, altamente inquinanti. È possibile verificare la categoria ambientale della propria auto consultando il sito ufficiale “Il portale dell’automobilista”, inserendo il numero di targa.
Obiettivi ambientali e sfide per il futuro
Il blocco dei diesel Euro 5 rappresenta un passo cruciale verso la decarbonizzazione, ma resta il nodo del rinnovo del parco veicoli circolante. La sfida sarà quella di promuovere la mobilità sostenibile, senza penalizzare eccessivamente le fasce più deboli della popolazione.




