Il mondo della Formula 1 è scosso da nuove dichiarazioni incendiarie. Bernie Ecclestone, storico ex patron del Circus, ha attaccato senza mezzi termini Christian Horner, definendolo “un idiota” dopo lo scandalo dei messaggi espliciti che ha portato alla sua rimozione dalla guida della Red Bull Racing.
Le parole di Ecclestone non sono passate inosservate: “Era un cinquantenne che pensava di avere vent’anni”, ha dichiarato, sottolineando la superficialità e l’imprudenza di Horner nel gestire la sua posizione di potere all’interno del team.
Lo scandalo e il terremoto interno in Red Bull
Al centro del ciclone c’è lo scambio di messaggi a sfondo sessuale tra Horner e una dipendente, che ha generato fratture all’interno della struttura Red Bull già fragile dopo la scomparsa del cofondatore Dietrich Mateschitz. La gestione interna è stata messa sotto accusa anche da Ecclestone, che ha evidenziato “un eccesso di autorità” da parte di Horner e una catena di comando fuori controllo.
Parole dure anche sull’accusatrice
A rendere il tutto ancora più controverso, Ecclestone ha espresso scetticismo anche verso l’impiegata coinvolta, sollevando interrogativi sull’intero approccio al caso. La sua posizione ha suscitato ulteriori polemiche per l’apparente mancanza di empatia verso le vittime di molestie sul lavoro.
Una leadership contestata e una Red Bull in crisi
La crisi esplosa dopo l’allontanamento di Horner sembra aver scoperto tensioni più profonde nel cuore del team, con Ecclestone che punta il dito su uno stile manageriale accentrato e poco lungimirante. Secondo lui, la Red Bull ha perso di vista i principi fondamentali della leadership, aggravando le tensioni interne e mettendo a rischio il futuro della scuderia.



