Dal 4 luglio, con la firma del presidente Donald Trump alla nuova legge fiscale One Big Beautiful Bill, è stato annunciato l’aumento del costo dell’ESTA – il sistema elettronico per l’autorizzazione al viaggio verso gli USA – che passerà da 21 a 40 dollari. La misura, ancora in attesa di attuazione formale, solleva preoccupazioni tra gli operatori del turismo e i viaggiatori, poiché rappresenta un rincaro significativo per chi desidera visitare gli Stati Uniti.
L’ESTA è obbligatorio per i cittadini dei Paesi aderenti al Visa Waiver Program, Italia compresa. Chi ne è sprovvisto dovrà affrontare procedure più lunghe e costose per ottenere un visto tradizionale. Secondo Geoff Freeman, presidente della US Travel Association, si tratta di una “tassa autoimposta” che rischia di danneggiare un settore fondamentale dell’economia americana: la spesa dei turisti stranieri.
Drastici tagli alla promozione turistica degli Stati Uniti
A peggiorare il quadro, arrivano i tagli ai fondi federali per Brand USA, l’ente responsabile della promozione internazionale degli Stati Uniti. Il budget è stato ridotto da 100 a soli 20 milioni di dollari, un ridimensionamento che potrebbe influire negativamente sui flussi turistici, soprattutto dai mercati europei come l’Italia, storicamente molto attivi.
Turismo in calo nonostante eventi globali in arrivo
Il clima politico ed economico statunitense sembra poco favorevole al turismo internazionale. Secondo Tourism Economics, a causa delle tensioni commerciali, i viaggi verso gli USA subiranno un calo del 5,1% nel 2025, in netto contrasto con la crescita prevista dell’8,8%. Un dato particolarmente critico considerando le celebrazioni per il 250° anniversario degli Stati Uniti (America250) e l’arrivo dei Mondiali di calcio 2026.
Più caro anche l’accesso ai parchi nazionali americani
Un’altra novità riguarda i parchi nazionali degli USA, mete tra le più amate dai turisti stranieri. È stato annunciato un aumento delle tariffe d’ingresso, anche se non sono ancora disponibili i dettagli ufficiali. Inoltre, si prospetta un nuovo sistema di prenotazione, che darebbe priorità ai residenti locali nei periodi di maggiore afflusso.
Attualmente, i costi per accedere ai parchi variano: Yosemite, Yellowstone e il Grand Canyon richiedono 35 dollari per veicolo, mentre il Great Smoky Mountains National Park è ancora gratuito. Le nuove misure potrebbero complicare e rendere più onerosa la visita a queste icone del patrimonio naturale americano.
Novità ai controlli aeroportuali: addio all’obbligo di togliere le scarpe
C’è però una nota positiva per i viaggiatori. La TSA (Transportation Security Administration) ha eliminato l’obbligo di togliersi le scarpe ai controlli di sicurezza, in vigore dal 2006. La misura era stata introdotta dopo il tentato attentato del cosiddetto “bombarolo della scarpa” Richard Reid nel 2001.
L’eliminazione di questa regola punta a semplificare l’esperienza in aeroporto mantenendo elevati standard di sicurezza, rappresentando un piccolo ma significativo miglioramento per i passeggeri.
Viaggiare negli Stati Uniti nel 2025 sarà più complicato e costoso, tra l’aumento del costo dell’ESTA, i rincari per i parchi nazionali e un contesto politico-economico sempre più instabile. I turisti dovranno tenere conto di queste novità nella pianificazione dei propri viaggi.




